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Data: 02/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ecco chi lascia con 40 anni di contributi Anzianità, due terzi dei lavoratori utilizza il metodo slegato dall'età

ROMA - Sono ancora in tanti, i due terzi del totale delle uscite, a usufruire del solo requisito dei 40 anni di contributi per accedere alla pensione di anzianità. Nel 2010 nel panorama Inps su 174.000 lavoratori che hanno utilizzato l'opportunità della modalità anzianità per lasciare il lavoro, ben 116.000 - i due terzi, quindi - hanno potuto farlo perché avevano totalizzato 40 anni di contributi, pur essendo relativamente giovani. Come è noto, infatti, chi raggiunge tale soglia può chiedere di andare in pensione indipendentemente dall'età anagrafica. La media nel 2010, secondo le tabelle Inps, è stata di 58 anni e 6 mesi. Nel 2011, in base all'andamento dei primi dieci mesi, sarà appena appena più alta: 58 anni e sette mesi. Una crescita «troppo lenta», osserva il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua.
Ben diversa l'età di chi va in pensione per vecchiaia. Siamo già a 66 anni come media nel 2011 per i lavoratori maschi (dipendenti privati e autonomi), che diventa 61 anni e tre mesi per le donne (le quali però hanno ancora la soglia fissata a 60 anni). Complessivamente la media per la pensione di vecchiaia (uomini e donne) si attesta a 62 anni e sette mesi. I 65 anni per gli uomini, tra l'altro, erano già stati superati nel 2005 (65,5).
Nel complesso le uscite nei primi 10 mesi dell'anno sono state 224.241. La maggior parte sono proprio con la modalità anzianità: 136.015. Quelle per vecchiaia sono appena 88.226. Ed ecco che si capisce perché il governo Monti punta il dito sulle pensioni d'anzianità, «anomalia» nel panorama europeo. Tra l'altro la pensione anticipata ovviamente fa scendere la media nazionale dell'età complessiva (vecchiaia e anzianità), quella che guardano gli osservatori europei e che fa dire che gli italiani vanno in pensione troppo presto: in questi primi mesi del 2011 si è attestata a 60 anni e 2 mesi, in calo rispetto ai 60 anni e 4 mesi del 2010.
Analizzando le tabelle diventa chiarissimo anche il perché della strenua opposizione a toccare le pensioni d'anzianità e il requisito dei 40 anni da parte della Lega e anche della Cgil che resta fortissima tra gli operai. Nel 2010 su 110.541 lavoratori dipendenti andati in pensione con l'anzianità, ben 70.242 erano lavoratori del Nord. Nel Mezzogiorno hanno usufruito di questa modalità in 21.358, al Centro in 18.941. Anche tra i lavoratori autonomi la fetta maggiore è andata al Nord: 40.996 su 49.688.
Non solo. Dalle tabelle Inps, per la prima volta disaggregate per aree geografiche e contemporaneamente per modalità di anzianità, pure la stragrande maggioranza di coloro che sono usciti con 40 anni di contributi è residente al Nord: 74.031 lavoratori, tra dipendenti e autonomi. Con le quote (età + anzianità) sono usciti nel 2010 rispettivamente 37.207 lavoratori nel Nord, 10.218 nel Centro e 10.988 nel Sud.
I dati tengono naturalmente conto del fatto che la finestra mobile (12 mesi per i dipendenti e 18 per gli autonomi dal momento del raggiungimento dei requisiti per la pensione) non ha ancora dispiegato i suoi effetti completamente, dato che fino a luglio è stato possibile uscire con le vecchie regole (per i dipendenti che nel 2010 avevano raggiunto almeno i 59 anni di età e i 36 di contributi) e le finestre vigenti nel 2010.

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