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Data: 02/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Cialente: «Chiodi ci chieda scusa» Il sindaco: non rinunceremo alla Zona franca, ma il percorso è tutto in salita

Accuse al commissario per la ricostruzione: il consiglio comunale a Bruxelles è stata un'operazione importante

L'AQUILA. «Subito il bando per il "de minimis", che darà una boccata di ossigeno alle aziende locali, ma non rinunceremo alla Zona franca anche se il percorso è tutto in salita». Il sindaco Massimo Cialente, circondato da un folto numero di consiglieri, amministratori comunali e rappresentanti delle associazioni di categoria (con lui nella spedizione appena rientrata da Bruxelles), ha chiarito subito che «il Comune non delegherà più nessuno a rappresentare gli interessi della città». E che «a nessuno sarà consentito di fare campagna elettorale sfruttando la sofferenza di chi aspetta ancora gli aiuti promessi all'indomani del terremoto».
Un Cialente fermo nel chiedere «scuse pubbliche» al presidente-commissario Gianni Chiodi e al vice presidente del consiglio regionale Giorgio De Matteis, per aver paragonato il viaggio a Bruxelles a «una gita scolastica, o a qualcosa di peggio».
«Vogliamo sapere perché nei confronti del consiglio comunale si è scatenata questa azione offensiva. Perché tanto fastidio?» ha tuonato Cialente, rivendicando rispetto per il consiglio comunale. «Alla luce delle cose emerse a Bruxelles, possiamo solo rimproverarci di aver aspettato troppo. Sulla Zona franca siamo stati presi in giro. Il vice commissario Ue Antonio Tajani ci ha detto che abbiamo fatto bene ad andare a Bruxelles, perché la missione ha avuto un impatto politico importante. Così, come è servito l'incontro con 15 europarlamentari italiani. L'operazione è stata politicamente giusta, ma avremmo dovuto farla prima evitando così bugìe e bluff».
Cialente ha poi ripercorso la vicenda legata alla Zona franca. «L'iter è iniziato solo a luglio del 2010 (quando già da mesi c'era chi parlava della cosa come di un traguardo raggiunto), con il via libera del Cipe. La pratica è stata inoltrata a gennaio 2011 a Bruxelles che, dopo aver invano suggerito al governo italiano altre strade - quali il de minimis e 26 diversi strumenti - a settembre ha rispedito al mittente il fascicolo contenente dati inservibili. Tutto da rifare. E naturalmente anche questa volta la Regione ha preso tempo. La pratica è stata rispedita all'Ue il 23 novembre, accompagnata dalle rassicurazioni dei soliti personaggi. I funzionari e i parlamentari incontrati a Bruxelles ci hanno detto che l'approvazione è difficile. Ma noi non rinunciamo e il tavolo istituzionale permanente ci aiuterà a capire meglio quali strumenti poter utilizzare per il rilancio economico di questa realtà».
Cialente e gli altri consiglieri presenti (a cominciare da Enzo Lombardi, Enrico Verini, Angelo Mancini e il presidente del consiglio Carlo Benedetti) hanno poi sollecitato Chiodi ad erogare il miliardo per il pacchetto rilancio previsto nella legge 77. E a chiarire le ragioni per le quali non è stato chiesto il de minimis al governo italiano. Forse» ha chiuso Cialente «qualcuno puntava a spacciare il de minimis come Zona franca. Ma il gioco è finito e il 9 avremo un primo incontro al Ministero sulle cose da fare».

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