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Data: 02/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Passera: le mosse contro la recessione. Flessibilità nel lavoro e reddito minimo garantito

Fondi per infrastrutture Titoli di Stato per pagare le imprese

ROMA. «Rischiamo la recessione». Il ministro allo Sviluppo economico Corrado Passera intervenendo agli Stati generali di Confcommercio non nasconde il momento difficile dell'Italia e dice che «dobbiamo fare di tutto per recuperare il più velocemente possibile il segno positivo».
Come? Con una manovra fatta di «sacrifici e benefici», di rigore e crescita, consapevoli, spiega Passera, che «l'emergenza numero uno è quella del disagio occupazionale», che è «molto più alto di quel che dicono le statistiche».
Lavoro. Rilanciare l'occupazione, ha detto Passera, «è la priorità assoluta» del Paese. Lo ha ribadito da Bruxelles anche il ministro competente Elsa Fornero: «Da lunedì lavoreremo per migliorare il mercato del lavoro soprattutto per giovani e donne, con l'obiettivo di dare ai lavoratori più svantaggiati e precari, chance in più di lavoro vero» sulla scia della «flex-security». Si va dunque verso licenziamenti più facili, ma anche maggiori ammortizzatori sociali. Proprio su questo punto, il ministro ha rivelato che «si sta lavorando anche alla possibilità di introdurre un reddito minimo garantito». Misure che comunque non entreranno nella manovra di lunedì, così come sarà rinviata l'ipotesi di agevolazioni fiscali per giovani e donne.
Debiti verso le imprese. La crescita occupazionale passerà per forza anche attraverso quella economica. Il rischio recessione si combatterà con misure che non abbiano un impatto troppo gravoso sui conti pubblici. Nell'incontro con i rappresentanti dell'economia, Passera ha parlato - oltre che di pensioni e tassazione degli immobili - anche di un'accelerazione relativa alle liberalizzazioni dei servizi pubblici, dello sblocco dei fondi per le infrastrutture e del rilancio del fondo di rotazione a favore delle piccole e medie imprese. Per affrontare il problema della montagna di debiti arretrati - si parla di una cifra di 90 miliardi - che la pubblica amministrazione ha nei confronti delle imprese, c'è l'ipotesi di pagarli attraverso titoli di Stato.
Privatizzazioni. L'accelerazione sulle liberalizzazioni (accanto a quella delle professioni circolano anche ipotesi legate ad una regolamentazione più snella in materia di farmacie e di orari di apertura dei negozi) sarà accompagnata anche da un programma di dismissioni più spinto. Per ora si lavora ancora al piano ipotizzato nella legge di stabilità che prevede la cessione di terreni e immobili statali per un valore di 15 miliardi nel prossimo triennio. La prima lista comprenderà terreni agricoli ma soprattutto edifici di proprietà del ministero della Difesa (caserme e carceri) che potrebbero essere trasformati in case. Lo ha confermato ieri anche il ministro Giampaolo Di Paola, secondo il quale «la struttura attuale della Difesa ha un dimensionamento non più sostenibile».
Bonus fiscali. Per aiutare un altro dei settori più in crisi, quello edile, il governo punta a una proroga (probabilmente quinquennale) del bonus energia che prevede una detrazione fiscale del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica. A proposito di agevolazioni fiscali, sono probabili un sostegno alla capitalizzazione delle imprese e una parziale rivisitazione dell'Irap, mentre sembrerebbe essere stata accantonata l'ipotesi di detassare le tredicesime.

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