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Pescara, 08/04/2026
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Data: 02/12/2011
Testata giornalistica: Il Resto del Carlino
La mannaia di Trenitalia sulle Marche: soppresse 41 corse. Nel nuovo orario delle Ferrovie scompaiono Eurostar, regionali e periodici

ANCONA TRENITALIA penalizza le Marche e dall'11 dicembre per i cittadini della regione spostarsi sarà molto più difficile e scomodo. A risentirne i 26mila passeggeri marchigiani che tutti i giorni usano il treno. Di fatto la dorsale adriatica viene riportata a trent'anni fa. Tagliati 28 treni regionali, oltre a 7 Eurostar a lunga percorrenza di cui 2 con base proprio ad Ancona diretti da e verso la capitale, e 6 treni periodici (fine settimana, notturni, festivi). Tagli (nel dettaglio, treno per treno, si può consultare il grafico qui a fianco) voluti per ottimizzare i costi e imposti senza troppe discussioni. Una vera e propria ecatombe che prosegue sul solco di un depauperamento dell'intero sistema di trasporto su ferro. Il nuovo orario, che entrerà in vigore l'11 dicembre, porterà nuove soprese: sui treni regionali sarà in turno un solo macchinista e i capotreno vedranno aumentata la responsabilità sulle carrozze dovendo 'coprirne' ben otto. Con le biglietterie esternalizzate a cooperative, con conseguente taglio del 40% della forza lavoro, e la maggior parte delle stazioni chiuse (aperte solo cinque in provincia di Ancona, oltre al capoluogo Fabriano, Jesi, Falconara e Montecarotto; Civitanova verrà chiusa a marzo 2012), ossia senza capistazione e senza alcuna attività di movimentazione, il tanto apprezzato modello Marche ha subito una serie di colpi da cui sarà duro riprendersi. Un risveglio durissimo, con i sindacati di categoria che parlano di allarme rosso e chiamano in causa i vari livelli istituzionali e l'azienda stessa: «Dai tagli governativi agli enti locali sul traporto pubblico alle responsabilità dell'azienda che ha deciso di penalizzare due volte le Marche, colpendo i lavoratori del settore e i passeggeri - denunciano i vertici sindacali dei trasporti, Roberto Ascani Cisl, Fabrizio Fabbietti Cgil e Giorgio Andrea Uil - . La Regione però non può considerarsi fuori. Dagli incontri avuti con l'assessore Viventi abbiamo avuto la netta sensazione che la Regione non stia facendo quanto in suo potere. Siamo certi che nelle pieghe del bilancio sarà in grado di reperire i fondi necessari per evitare il collasso del sistema. Del resto dopo la sanità il settore dei trasporti, in una scala di priorità di servizi al cittadino, è il secondo, davanti a tanti altri. E' assurdo tagliare tutte quelle tratte visto che gli ultimi dati sui passeggeri parlano di un incremento del 4% degli introiti da biglietti e abbonamenti. Più gente usa il treno e che si fa, si tagliano le corse». Una questione di fondi e di tagli lineari per un settore vitale che nel 2011 invece di ricevere 42 milioni di euro dal governo se n'è visti recapitare 9,5. Un conteggio semplice. La Regione con risorse proprie aggiuntive 'una tantum' garantisce 20 milioni di euro solo per il 2012 a cui si aggiungono i 9,5, quindi all'appello mancano oltre 12 milioni. Ecco da dove scappano fuori i 28 treni regionali tagliati. E nel 2013 i fondi regionali non ci saranno più.

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