Colloquio al Quirinale. Napolitano: conciliare rigore con equità
ROMA - Mario Monti in dirittura d'arrivo in vista del traguardo che lo attende lunedì prima in Consiglio dei ministri per il varo delle attesissime misure anticrisi e poi alle Camere per la loro illustrazione in Parlamento. Seguirà - martedì - la sua prima apparizione in un salotto televisivo per spiegare al Paese il pacchetto dei provvedimenti del governo. Per questo il premier ha scelto Porta a Porta, accompagnato dai ministri Corrado Passera e Elsa Fornero.
Ma fittissima è l'agenda del presidente del Consiglio per le 48 ore che precedono questi appuntamenti. Ieri il professore è rimasto per tutta la giornata nel suo studio di palazzo Chigi a mettere a punto una manovra di cui di ora in ora trapelano alcune novità, che Monti ha illustrato ieri sera in un colloquio al Quirinale a Giorgio Napolitano, accompagnato da Piero Giarda e Vittorio Grilli. Il capo dello Stato non ha mancato di far sentire il suo monito, tra le righe del messaggio inviato al congresso del Psi in corso di svolgimento a Fiuggi, sulla necessità per il nostro Paese di assumere, «data la profondità della crisi economica, misure in grado di riconciliare il rigore con l'equità e di promuovere l'indispensabile crescita della nostra economia».
Si diceva delle possibili novità della manovra, tra le quali ci sarebbe un aumento delle aliquote più alte dell'Irpef, cioè quelle al 41 e 43 per cento, che passerebbero rispettivamente a 43 e 45%. Tra le misure in rampa di lancio spunterebbe anche una tassa sui beni di lusso, che dovrebbe riguardare in particolare il possesso di imbarcazioni al di sopra di una certa stazza. L'Ici inasprita soprattutto sulle seconde e terze case. Scontata la presenza nel mirino anche delle pensioni, in specie l'innalzamento dei limiti per quelle di anzianità assieme all'età per il trattamento di quiescenza delle donne. Previsti tagli anche al Fondo sanitario nazionale e al trasporto pubblico locale che perderebbe circa un miliardo e mezzo rispetto agli anni passati. Al contrario, tra le misure destinate al rilancio dell'economia, le imprese dovrebbero poter contare su un alleggerimento dell'imposta regionale sulle attività produttive (Irap).
Tutti temi, questi, che saranno al centro degli incontri che il premier avrà oggi con i rappresentanti dei partiti che con maggiore determinazione sostengono il suo governo. Monti, infatti, riceverà a palazzo Chigi, alle 10,30, Pier Ferdinando Casini, Francesco Rutelli e il capogruppo di Fli alla Camera, Benedetto Della Vedova, per il Terzo Polo. Seguirà, alle 12, Angelino Alfano, accompagnato dai capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, in rappresentanza del Pdl. Infine, alle 21 sarà il turno del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.
All'intensa giornata di oggi farà seguito una domenica ancora più fitta di impegni per il presidente del Consiglio che comincerà alle 9 ricevendo i rappresentanti del Forum nazionale dei giovani. Alle 9,30 sarà la volta delle parti sociali, cioè sindacati, Confindustria, Confcommercio, Confagricoltura, Confartigianato, Lega delle cooperative e Abi. Alle 11, convocati per la prima volta per l'esposizione di un programma di governo, anche i sindacati del comparto sicurezza e difesa, cioè i Cocer e le varie sigle di rappresentanza delle forze di polizia e degli agenti penitenziari. Chiuderà la mattinata di Monti l'incontro con i rappresentanti degli Enti locali: Conferenza delle Regioni, Anci, Upi e Unicem.
Gli attesi passaggi del presidente del Consiglio a Camera e Senato sono stati concordati ieri in alcune telefonate intercorse con i presidenti di Montecitorio e di palazzo Madama, Fini e Schifani. Monti, quindi, illustrerà il suo programma alle 16 di lunedì alla Camera e alle 18 al Senato. E, nel quadro della campagna di comunicazione che il neopresidente intende avviare con l'opinione pubblica, alla fine del Consiglio dei ministri della mattinata Monti terrà una conferenza stampa istituzionale.
Il premier, ieri, ha trovato il tempo anche per ricevere nelle sue mani il giuramento di tre dei quattro sottosegretari che ancora non l'avevano fatto: Massimo Vari (Sviluppo economico), Vieri Ceriani (Economia) e Franco Braga (Agricoltura). Giurerà solo nei prossimi giorni il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura, ancora impegnato in una missione Onu in Medio Oriente. Monti, inoltre, ha confermato Manlio Strano nell'incarico di segretario generale di palazzo Chigi e il consigliere di Cassazione Umberto De Augustinis in quello di vicesegretario. A quest'ultimo ha affiancato nel medesimo incarico il giovane (36 anni) consigliere parlamentare del Senato Federico Silvio Toniato.
Arriva la stretta sui redditi alti
nel mirino barche e beni di lusso
Ipotesi di ritocco di 2 punti delle aliquote del 41 e del 43%
ROMA Entrano nella manovra un aumento dell'Irpef per i redditi al di sopra dei 55.000 euro l'anno e una tassa sullo stazionamento delle imbarcazioni nei porti turistici. A meno di tre giorni dall'attesa riunione del Consiglio dei ministri, il governo sta ancora dosando le componenti di un intervento fiscale che da una parte dovrà recuperare risorse per migliorare i conti, dall'altra contribuire alla spinta per lo sviluppo. Un gioco di dare e avere il cui equilibrio finale è però ancora incerto.
Le dimensioni complessive della manovra, in termini lordi (ossia comprensivi degli interventi per la crescita) dovrebbe essere confermata in poco meno di 25 miliardi. Confermato anche il sostanzioso capitolo dedicato agli immobili, con la reintroduzione della vecchia Ici sulla prima casa, ma nel contesto della nuova imposta municipale (Imu) prevista dalla riforma federalista. Si potrebbero allungare invece i tempi del riordino delle deleghe catastali: l'idea è affidare questa complessa procedura ad una legge delega, il che però non esclude una prima rivalutazione secca del 10-15 per cento.
Un nodo delicato è quello dell'Iva. Lo strumento dell'imposta sul valore aggiunto è già stato adoperato dal precedente governo: un nuovo ritocco, eventualmente anche sulle aliquote agevolate del 4 e del 10 per cento, può avere effetti negativi sui consumi ed è inoltre regressivo, nel senso che colpisce in misura maggiore chi ha redditi più bassi. Un'ipotesi allo studio è mantenere l'impostazione del ministro Tremonti, che aveva previsto di usare l'Iva ed eventualmente anche le accise - ma in un secondo momento - per compensare i proventi attesi dal riordino di fisco ed assistenza, qualora questi non fossero conseguiti, in alternativa al taglio orizzontale delle agevolazioni fiscali. La tranche del 2012 è pari a 4 miliardi.
Se l'Iva viene soppesata con attenzione, l'ipotesi di alzare le ultime due aliquote dell'Irpef è una possibilità più che concreta. Si parla di incrementare di due punti sia quella del 41 per cento (che si applica sullo scaglione di reddito da 55.000 a 75.000 euro) sia quella del 43 per cento (al di sopra dei 75.000). In pratica l'aggravio sarebbe di 20 euro per ogni 1000 di reddito al di sopra della soglia dei 55.000: per chi ne guadagna ad esempio 90.000 il maggior versamento sarebbe di 700.
Il punto è ancora oggetto di mediazione: alla fine la mossa potrebbe coinvolgere solo l'ultima aliquota, magari con uno scatto di tre punti invece che due. Va ricordato che il trattamento fiscale dei redditi alti è stato oggetto di discussione già la scorsa estate, quando era stato introdotto e poi rapidamente ritirato un contributo di solidarietà al di sopra dei 90.000 euro, in analogia con la decurtazione del reddito richiesto, per gli stessi importi, a pensionati e dipendenti pubblici. Il prelievo poi è rimasto solo per i redditi superiori a 300.000 euro l'anno. Ovviamente se ci sarà la stretta sull'Irpef si porrà il problema della doppia penalizzazione per pensionati e dipendenti pubblici, per cui alla fine il precedente contributo dovrebbe essere cancellato.
C'è poi l'ipotesi del prelievo sulle barche, non in relazione al possesso ma allo stazionamento nei porti. Un'idea forse ad effetto, che però ha già scatenato la reazione del settore nautico. L'importo è ancora da precisare. Nel mirino potrebbero esserci anche altri beni di lusso.
La stretta del fisco dovrebbe invece essere allentata sull'Irap, a beneficio delle imprese: si sta mettendo a punto il vecchio progetto di escludere completamente dalla base imponibile del prelievo la voce costo del lavoro. Non è invece chiaro quale sarà il beneficio per i lavoratori dipendenti a reddito medio-basso: la riduzione dal 23 al 20 per cento della prima aliquota Irpef fa parte della riforma fiscale ma al momento potrebbe risultare troppo onerosa.