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Data: 03/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Sprint di Monti, arrivano i sacrifici. Bonanni (Cisl) «Vogliamo una vera trattativa». La Camusso: per ora non c'è traccia di equità Di Pietro non andrà all'incontro con il Professore

Il premier incontra partiti e parti sociali. Lunedì presenta le misure in Parlamento

ROMA. Il consiglio dei ministri è fissato per lunedì ma la manovra è già pronta e sarà illustrata a partiti e forze sociali in questo week end dallo stesso Monti. Ieri sera il premier è salito da Giorgio Napolitano per spiegare nel dettaglio le misure che oggi cercherà di far digerire ai leader dei partiti che gli hanno votato la fiducia in Parlamento. E che ora già sembrano fare passi indietro, con l'Italia dei valori che tuona: «Le pensioni non si toccano». Non sarà una passeggiata neanche con i sindacati. «Vogliamo una vera trattativa, sono problemi che toccano milioni di persone», avverte il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. «Per ora non c'è traccia di equità», attacca Susanna Camusso, Cgil. e aggiunge: «Su previdenza e lavoro non si decide per decreto».
Ora che le prime indiscrezioni sulla manovra sono ufficiali restano solo l'Udc e il Terzo Polo a dare carta bianca al professore. «Appoggiamo Monti per convinzione, non per vigliaccheria, sono provvedimenti che la politica, di destra e di sinistra, non ha fatto: per questo c'è la nostra convinta adesione a questi provvedimenti che sono impopolari, forse ci faranno perdere voti, ma non c'alternativa se vogliamo salvare l'Italia», spiega Pier Ferdinando Casini. E proprio Casini sarà con Francesco Rutelli il primo dei leader che Monti riceverà oggi separatamente. Seguiranno Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani. Antonio Di Pietro invece non andrà. «Noi dell'Idv abbiamo dato una fiducia tecnica e chiediamo di poterci incontrare in commissione e alla Camera, nella sedi proprie dove si illustrano i provvedimenti, niente accordi sotto banco», dice Di Pietro, ribadendo di essere contrario a toccare chi ha 40 anni di contributi.
Cauto anche il Pd. Bersani che vedrà Monti alle 21, chiede al governo soluzioni che abbiano «rigore, equità e consenso sociale». Ma Stefano Fassina è più esplicito. «Il programma del governo Monti non è il programma del Pd e se il Pd voterà qualcosa che è diverso dal suo programma non vuol dire che cambia programma», avverte il responsabile economico dei democratici. Il programma del Pd resta lo stesso, avverte, aggiungendo che «se voteremo qualcosa di diverso è perchè in una situazione di emergenza ci siamo assunti la responsabilità di sostenere un governo che risponde a forze politiche che hanno visioni e posizioni non solo diverse, addirittura opposte». Del resto il Pd deve fare i conti con la foto di Vasto. Italia dei valori e Sinistra ecologia e libertà potrebbero sfruttare l'occasione del sostegno del Pd a Monti per fare incetta di voti a sinistra se e quando andremo a votare.
Sulla carta il Professore può contare anche sul via libera del Pdl. Angelino Alfano sarà a palazzo Chigi alle 12. «Vedrò Monti con grande apertura di spirito ma la manovra non è un provvedimento economico insapore e incolore come l'acqua, quindi vogliamo sapere quale sarà il suo sapore e il suo colore», avverte il segretario pidiellino.
L'agenda di Monti sarà da paura domenica. Alle 9 il professore riceverà il Forum nazionale dei giovani. Poi alle 9,30 saranno ben 36 le parti siciali che saliranno a palazzo Chigi, dai sindacati a Confindustria, dalle Cooperative agli artigiani. A seguire Cocer e sindacati di polizia esercito e carabinieri. Infine gli enti locali. Anche in questo caso non sarà facile ottenere il via libera. «Vogliamo una trattativa non una semplice consultazione, sappiamo che andiamo verso soluzioni rigorose ma il presidente del Consiglio ha promesso in Senato e alle parti sociali che ogni decisione sarà sorretta da equità ed è quello che chiediamo», avverte Bonanni.

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