Iscriviti OnLine
 

Pescara, 10/04/2026
Visitatore n. 752.995



Data: 03/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Più tasse per redditi alti e beni di lusso. Spunta l'idea dell'aumento di due punti per l'Irpef al 41 e 43%: frutterebbe 1,1 miliardi

ROMA. Davanti all'ipotesi di ritocco delle aliquote Irpef, che filtra a tardo pomeriggio con le prime indiscrezioni sulla manovra dei «professori», i conti li fa, a tempo di record, la Cgia di Mestre: l'eventuale aumento di due punti degli scaglioni oggi al 41% e al 43% - quelli sotto la lente dell'esecutivo, con redditi da 55 mila a 75 mila euro e oltre i 75 mila euro - potrebbe portare nelle casse dello Stato 1,1 miliardi di euro (su un valore complessivo della manovra pari a circa 25 miliardi). A essere interessati dal provvedimento sarebbero 1.525.000 di contribuenti, il 3,7% del totale: a conti fatti, chi ha un reddito superiore a 60 mila euro dovrebbe versare in più alle casse dello Stato 100 euro, mentre chi dichiara oltre 150 mila euro l'anno dovrebbe pagare 1.900 in più. Sopra il milione di euro, l'esborso sarebbe pari a 18.900 euro.
La revisione delle aliquote è una delle misure all'esame del governo che lunedì varerà il pacchetto anti-crisi, ma non dovrebbe confluire nel maxi-provvedimento perché destinata a essere attuata con la delega sulla riforma fiscale. L'inasprimento, in particolare per i redditi sopra i 75 mila euro, sarebbe modellato sul «contributo di solidarietà» già esistente per i dipendenti pubblici, in modo da sanare l'iniquità tra impiegati pubblici (la questione è stata sollevata di fronte alla Consulta) e privati.
Il dossier fiscale di Monti dovrebbe assicurare circa i due terzi delle risorse: comprenderebbe tra l'altro una tassa sui posti barca nei porti turistici (il «diritto di stazionamento») e sui beni di lusso (una sorta di patrimoniale non immobiliare) e una super-Ici su seconde e terze case, sulla quale si starebbe studiando un meccanismo che consenta una «riserva» per lo Stato, ovvero l'obbligo per i Comuni di riversare una parte del gettito all'Erario.
La super-Ici si affiancherebbe alla reintroduzione dell'imposta sulla prima casa, resuscitata però con un'aliquota più bassa rispetto a quella vecchia e con una maggiore manovrabilità da parte dei Comuni. Restando fermo il valore della rendita, si dovrebbe agire sulla percentuale di adeguamento o sul moltiplicatore per allargare la base imponibile dell'imposta. Tutto il sistema dovrebbe essere rimodulato sulla base delle situazione familiari, in modo da tutelare le fasce più basse, mentre è in forse il ricorso a una patrimoniale leggera.
Possibile rinvio invece per la rivalutazione degli estimi catastali, che verrebbe affidata a una legge delega. L'ipotesi di cui si era parlato finora prevedeva una rivalutazione secca e immediata del 15%.
Non scatterebbe subito neppure l'aumento dell'Iva di 2 punti, dal 21 al 23%, che potrebbe essere legato all'attivazione della clausola di stabilità prevista dalla delega fiscale. Il maggior gettito potrebbe essere usato per sforbiciare le tasse ai lavoratori dipendenti, aumentare le detrazioni Irpef per i redditi più bassi o per un bonus sulle tredicesime. Infine, sembra certa l'introduzione dell'obbligo di fatturazione elettronica per tutti e la riduzione della soglia di tracciabilità dei pagamenti a 500 euro.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it