Il professor Marcello Panettoni, presidente di Asstra, l'associazione che raggruppa le aziende di trasporto pubblico locale di tutto il paese, in una sua lettera inviata al neo ministro delle infrastrutture e dei trasporti Corrado Passera, ha scritto che il trasporto pubblico locale, a dispetto della sua aggettivazione, è una questione molto delicata ed investe un ambito propriamente nazionale. Panettoni ha ricordato che questo servizio, oltre ad assicurare a tutti i cittadini che risiedono in Italia, soprattutto ai più deboli, un diritto fondamentale come la mobilità, rappresenta uno strumento indispensabile per il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità ambientale, operando come "volano straordinario per la crescita, la competitività e l'occupazione nel Paese". Gli investimenti nel settore, secondo il presidente di Asstra, producono un effetto moltiplicatorio nel sistema Paese perché stimolano la crescita, la produzione del reddito e l'occupazione: a tal proposito cita l'acquisto di mezzi di trasporto e la realizzazione di sistemi di trasporto veloce come le metropolitane. La crescita, di cui ha tanto bisogno l'Italia per risollevare le sorti della sua disastrata economia, passa anche attraverso un settore che le misure degli ultimi governi italiani hanno fortemente penalizzato con la decurtazione delle risorse dal fondo destinato al trasporto pubblico locale. Tali sconsiderate scelte già fanno sentire i loro primi effetti nefandi in metropoli come Roma e Napoli, per citarne solo alcune, in cui la vita dei cittadini dipende in maniera determinante dal trasporto pubblico. I recenti scioperi dei lavoratori delle aziende del settore hanno fornito un primo assaggio di quello che potrà accadere in futuro se non si cambierà radicalmente registro, bloccando la politica dei tagli alle risorse destinate ai trasporti che incombono come una mannaia sulla testa di tutti gli italiani, non solo dei pendolari. Il 16 dicembre prossimo è prevista una giornata campale per il settore con lo sciopero generale degli addetti del settore proclamato da tutte le sigle sindacali per il mancato rinnovo del contratto di categoria scaduto da tre anni. Un problema strettamente correlato con quello più generale della scarsità di risorse assegnate al settore che, prima dei tagli decisi dall'ex ministro dell'economia Giulio Tremonti, ammontavano ad un miliardo e 900 milioni di euro, ora sono state ridotte a 400 milioni di euro, una decurtazione di circa il 75%! Nelle intenzioni di coloro che hanno avuto questa brillante idea saranno le Regioni a dover provvedere alle risorse che mancano per assicurare ai cittadini un trasporto pubblico decente e degno di un paese europeo. Come non è dato sapere. Ed è ancora più inquietante a tal proposito la lettura del provvedimento governativo denominato Patto di stabilità, approvato dal nuovo governo guidato da Mario Monti che non fa menzione alcuna del problema. Come dire, Monti e Tremonti per me pari sono. E allora: se è vero che potenziare il trasporto pubblico serve anche per porre riparo ai guasti ambientali derivanti dall'abnorme mole di traffico privato che avvelena l'aria delle nostre città, è possibile immaginare una politica attenta all'ambiente con risorse per il trasporto pubblico ridotte ai minimi termini?
(*) già Segretario Filt Cgil Abruzzo