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Pescara, 09/05/2026
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Data: 30/11/2006
Testata giornalistica: La Cronaca d'Abruzzo
Dall'Arpa alla Sistema Servizi una vera galassia di aziende pagate dai cittadini. Manca un coordinamento tra servizio su gomma e quello su ferro.

Spesso le linee di percorrenza dei treni e dei bus risultano sovrapposte

Sei enti di gestione per il trasporto pubblico regionale, dice Gaspari: ne sono di più, in verità, perchè sono sette. All'Arpa, alla Gtm, alla Sangritana e alle altre bisogna aggiungere la società collegata, la "Sistema servizi", direttamente legata all'Arpa. Facciamo un po' di conti. Ci sono i tre enti direttamente gestiti dalla Regione, L'Arpa, la Gtm e la Sangritana, con la Fas, che si occupa della linea ferroviaria. In queste società la Regione ha il cento per cento delle quote. Poi ci sono la Paolibus, dove l'Arpa, con il suo 48 per cento più le quote del Consorzio Bus Italia, ha la titolarità di oltre il 51 per cento delle azioni, la Schiappa gestita dalla stessa Paolibus è infine la Cerella, società nella quale l'Arpa ha l'85 per cento delle quote. Sono sei, ma a queste società va aggiunta anche Sistema, che svolge servizi per tutte le altre citate. Sette società che ovviamente significano sette presidenti, sette consigli di amministrazione, sette collegi dei revisori dei conti, sette direttori generali e una sfilza di funzionari e dipendenti. Tutto questo in una situazione dove prevale nettamente il pubblico sul privato. Gaspari parla di un primato nazionale, e c'è da dargli ragione. Primato di cui però non c'è assolutamente da essere orgogliosi visto che, pur in presenza di una situazione di monopolio, il discorso dei trasporti regionali manca vistosamente di un coordinamento che renda il servizio meno dispendioso per i soldi dei cittadini ed anche più rispondente alle esigenze della comunità abruzzese.
A parte i problemi strutturali che interessano soprattutto le ferrovie, dove ci sono carenze gravi a più livelli, ci sono più casi di doppioni dei collegamenti, con autobus e treni che si sovrappongono. La mancanza di un coordinamento è più che evidente e produce una serie di disfunzioni gravi per i cittadini. Ci sono zone più che servite e altre che devono affrontare quotidianamente gravi problemi per i collegamenti, sia su gomme che per via ferrata. L'accusa che fanno gli stessi operatori del settore è che i trasporti vengono gestiti come accadeva 30,40 anni fa, senza rendersi conto che oggi ci sono situazioni del tutto diverse, che impongono un diverso atteggiamento. Infatti ogni corsa oggi gode di finanziamenti e questo dovrebbe comportare una ben diversa risposta, rispetto appunto al passato. Il punto negativo più evidente resta quello del mancato coordinamento. La realtà dei trasporti abruzzesi su terra è fatta di 45 milioni di chilometri su gomma. e circa 5 milioni di km su ferro, male utilizzati appunto perchè mancano i presupposti per una visione unica, finalizzata a rendere al massimo efficiente e redditizio l'intero sistema.

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