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Pescara, 10/04/2026
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03/12/2011
La Gazzetta del Mezzogiorno
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Tagli ai trasporti - Treni , Vendola vede Barca «Trattiamo, ma via i tagli» |
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«Resta confermato l'impegno del governo a non sottrarre alcuna risorsa ai nostri territori». È il commento, rassicurante, del presidente Nichi Vendola all'esito dell'incontro col ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca . Si tratta del primo vertice tenuto dalle Regioni col successore di Fitto e, alla luce delle intese raggiunte dal governatore pugliese con l'ex ministro, sembrano arrivate conferme dalla riunione romana. «Abbiamo avuto modo di verificare la volontà del governo di riprogrammare gli interventi in base alla capacità delle singole regioni di impegnare e di spendere le proprie risorse. E anche da questo punto di vista, l'esito del confronto è tranquillizzante per noi spiega Vendola - che rivendichiamo queste capacità». Sulla possibilità poi di dirottare una parte delle quote di co-finanziamento nazionale verso le infrastrutture del settore ferroviario (onde coprire i mancati trasferimenti), Vendola ha offerto la disponibilità della Puglia «a condizione che si discuta contestualmente anche di servizi ferroviari ai cittadini pugliesi. Si può discutere solo se contemporaneamente si assicurano a tutti i cittadini pugliesi adeguati servizi ferroviari. I tagli dei treni e il ridimensionamento dei servizi cui stiamo assistendo in questi giorni nella nostra regione dice - sono inaccettabili e r ap p re s e n t a n o un colpo al cuore della nostra economia e dei diritti dei cittadini pugliesi. Senza il rispetto di questa condizione, il negoziato non ha fut u ro » . «Vivere al Sud è una condizione necessaria e sufficiente perché Ferrovie dello Stato neghi la possibilità agli utenti di poter usufruire del servizio dei vagoni letto?» chiede la senatrice Adriana Poli Bortone , presidente di Io Sud, in un'interrogazione al ministro Passera. «Chiediamo al ministro di sapere se ormai è dato per acquisito dall'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato un "federalismo ferroviario" in virtù del quale i servizi migliori sono garantiti solo per il Nord Italia». Allarme anche dal Pd. «Condannati all'immobilismo: è come potremmo definire sinteticamente la condizione di Taranto nell'ambito del piano di riordino dei trasporti nazionali e transeuropei - dice il senatore Ludovico Vico in un'in terrogazione al ministro - mentre Trenitalia condanna la stazione ferroviaria ionica a scalo di "campagna" e le dinamiche europee puntano solo al Tirreno, lasciando fuori proprio il corridoio Adriatico-ionico». Inspiegabile, dice, «è la "strategia" di lasciare a Taranto il baluardo dell'industria nazionale (acciaio, raffinazione, cemento, transhipment) del vanto dell'innovazione (aeronautica) e uno dei punti strategici per il sistema della Difesa nazionale ed europea (Base militare della Marina Militare italiana) e poi confinarla al ruolo di spettatrice passiva». Sull'allarme treni si muove, con u n'interrogazione, anche il Pdl pugliese. Luigi D'Ambrosio Lettieri (insieme ai senatori Amo ruso, Gallo, Costa, Nessa, Morr a e Saccomanno ), chiedendo l'attivazione di un tavolo di confronto con istituzioni, parti sociali e Trenitalia per scongiurare i licenziamenti nell'azienda Servirail Italia. «Il contratto di appalto tra la Servirail e Trenitalia scade a dicembre prossimo. E 480 lavoratori, di cui 45 pugliesi, si trovano di fronte allo spettro del licenziamento. Va cercata - dice ogni adeguata soluzione atta ad evitare i preannunciati licenziamenti e a negoziare la posizione dei lavoratori pugliesi colpiti dal provvedimento»
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