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Pescara, 10/04/2026
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Data: 03/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ora Pescara futura minaccia lo strappo. Ancora a vuoto il vertice sul rimpasto

Ennesima fumata nera tra Udc e Pescara futura al tavolo politico dell'altra sera. La proposta finalizzata a un condiviso rimpasto di giunta al Comune sembra destinata a non trovare l'intesa, auspicata a parole ma lontana nei fatti. La situazione è fluida e, in prospettiva, minaccia di trasformarsi in un pericoloso boomerang per l'amministrazione Mascia. Eloquenti le parole di Vittorio Mingione, coordinatore provinciale di Pescara futura: «Va bene il rimpasto condiviso, ma gli equilibri in giunta non si toccano. Niente prepotenze o ce ne andiamo tutti a casa». L'avvertimento, forte e chiaro, è all'indirizzo dell'onorevole Amedeo Ciccanti, commissario Udc. Quest'ultimo aveva chiesto di conoscere per iscritto i criteri che hanno fin qui portato alla composizione della giunta; forse tenendo a mente il vecchio ma salomonico manuale Cencelli, Ciccanti ha posto una domanda facile facile insieme al suo gruppo consiliare: come mai Pescara futura vanta vicesindaco più tre assessori, mentre l'Udc che oggi conta quattro consiglieri deve accontentarsi di un presidente del consiglio comunale (De Camillis) e di un assessore (Serraiocco)? Come funziona a Pescara la ripartizione di poltrone e deleghe nell'esecutivo?
Per inquadrare la situazione occorre fare un passo indietro. Tutto è cominciato con la proposta, presentata all'Udc, con cui Carlo Masci, leader di Pescara futura, si è detto pronto a sacrificare in giunta le sue Elena Seller e Barbara Cazzaniga pur di spalancare le porte dell'esecutivo al fido Gianni Santilli. In tale scenario, l'Udc potrebbe coprire una delle due caselle rosa (l'altra è opzionata dal Pdl per Daniela Arcieri Mastromattei) a patto però di lasciare disponibile la poltrona oggi occupata da Serraiocco, assessore Udc la cui nomina ha spaccato a metà il gruppo consiliare. Nell'idea di Masci, l'inserimento di una donna al posto di Serraiocco potrebbe favorire una riconciliazione all'interno del gruppo che oggi vede Licio Di Biase ed Enzo Dogali su posizioni opposte (il primo ha dalla sua De Camillis, il secondo Di Noi). Ma niente da fare: l'incontro dell'altro ieri ha finito per intorbidare ancora di più le già agitatissime acque.
Ad alzare la tensione negli ultimi giorni sarebbe stato anche qualche presunto tentativo dell'Udc di fare campagna acquisti in consiglio comunale proprio a scapito di Pescara futura. Le voci di un probabile passaggio di Michele Di Marco alla corte di Ciccanti si sono rincorse per due giorni, finché il diretto interessato non ha chiarito: «Non mi muovo da Pescara futura, almeno per ora, ma deciderò in base agli sviluppi della situazione». Tradotto: se Masci intende davvero sacrificare Cazzaniga e Seller facendole dimettere dalla giunta per far posto a Santilli, allora dovrà fare i conti con Di Marco pronto a mettersi per traverso. Non solo: a quanto pare oggi la Seller può anche contare sul sostegno di consiglieri indipendenti quali Di Pino (ex Pescara futura) e Lerri (ex Pdl, ex Fli). La trattativa va comunque avanti. «Ci rivedremo mercoledì, servirà forse un confronto a livello regionale» ha ipotizzato Licio Di Biase, portavoce Udc. Lorenzo Sospiri, coordinatore provinciale Pdl, offre una diversa chiave di lettura: «Sarà bene che l'Udc faccia chiarezza al proprio interno. Non dimentichiamo che due loro consiglieri su quattro non hanno votato l'approvazione dell'assestamento di bilancio».

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