Questa volta Chiodi ha ragione. Dobbiamo ringraziarlo. Durante una conferenza stampa, nella foga polemica che negli ultimi tempi lo travolge spesso, ha detto la verità: i politici non fanno niente per niente. Senso civico, bene comune, servizio ai cittadini. Tutte chiacchiere. Ogni azione, ogni provvedimento, ogni atto dovuto, ogni diritto fatto rispettare, deve avere un corrispettivo, fosse anche un grazie o la promessa di un voto. Dobbiamo ringraziare il commissario Chiodi perché, al contrario di tanti altri potenti o presunti tali, ha finalmente gettato la maschera.
Voleva il grazie degli aquilani per avere, novello unto del signore, chiesto e ottenuto nientemeno che «l'intercessione» di Gianni Letta per la vicenda della parziale restituzione delle tasse a partire dal gennaio del 2012. Voleva il grazie degli aquilani perché attraverso di lui il governo ha "concesso" all'Aquila tre miliardi di euro «cosa mai vista» ha detto «in altri terremoti».
Quei tre miliardi in realtà fanno parte solo di una propaganda che continua imperiosa sul dolore e sulle macerie del sei aprile 2009 e alla quale non crede più nessuno.
Ora chiediamo noi un favore a Chiodi: si dimetta da commissario e ci liberi dall'ansia di doverlo ringraziare ogni volta. Senza di lui forse saremo più poveri ma almeno vivremo sereni.