MILANO - Quasi milletrecento lavoratori del settore ferroviario rischiano di perdere il lavoro a breve. È l'allarme della Filt-Cgil che stima 1.280 esuberi di personale sia di Fs sia di aziende in appalto a seguito dell'entrata in vigore dall'11 dicembre del nuovo orario e della modifica o soppressione di treni del «servizio universale».
GLI ESUBERI - Nello specifico, gli esuberi calcolati dalla Filt sono: 580 per le aziende in appalto (350 nell'accompagnamento notte, 80 nella manutenzione notte, 150 addetti alle pulizie treni notte) e 700 per il personale Fs (250 macchinisti, 150 capitreno, 150 addetti alla manutenzione, 150 addetti alla circolazione - capistazione e personale di stazione). Oltre all'entrata in vigore del nuovo orario Fs, pesa anche la modifica o soppressione di treni a media e lunga percorrenza del servizio universale sia diurno sia notturno, in particolare dal sud (Calabria e Puglia). «Le decisioni che Fs ha assunto per l'orario in vigore dal prossimo 11 dicembre tagliano drasticamente l'offerta dei treni a media-lunga percorrenza soggetti al contratto di servizio con lo Stato (cosiddetto servizio universale) che risulta ridotta di quasi il 40%», sottolinea il segretario nazionale della Filt-Cgil Alessandro Rocchi, precisando che è «pesantissima la penalizzazione del Mezzogiorno». «Particolarmente pesante», prosegue Rocchi, anche «il ridimensionamento dell'offerta notte, con 30% di treni in meno e 30% di carrozze in meno per i treni che rimarranno». «Una vera e propria destrutturazione del servizio universale ferroviario - conclude Rocchi - e un ridisegno da parte di Fs finalizzato a dimostrarne surrettiziamente l'inutilità e l'insostenibilità economica, perchè aumenterà il prezzo del biglietto per arrivare o tornare dalle città del nord ed il servizio peggiorerà nettamente».