MILANO - Domenica alla convocazione delle parti sociali a palazzo Chigi sulla manovra «siamo pronti a sostenere le scelte giuste ma anche determinati a contrastare quelle che riteniamo sbagliate, per questo arrivederci a presto». Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha chiuso l'Assemblea dei delegati del sindacato.
PENSIONATI - «Far pagare chi ha poca voce rappresenta un'idea autoritaria e semplificata. Sia chiaro che i pensionati hanno una grande voce e la useremo fino in fondo» ha affermato il segretario generale della Cgil nel corso del suo discorso. Con riferimento alle anticipazioni sulle modifiche al sistema pensionistico, ha aggiunto: «La risposta non sta nel far cassa». Il segretario generale della Cgil ha ribadito che andare in pensione dopo aver versato 40 anni di contributi è un «diritto» e che 40 rappresenta pertanto un «numero magico». Camusso ha sottolineato che riformare le pensioni «non è un'urgenza», perché il sistema per i lavoratori dipendenti «è in equilibrio» e, quindi, «non ci sono tragedie» in materia di previdenza.
L'INCONTRO - Poi sulla convocazione delle parti sociali: «Non succedeva da tempo, non era usuale per il governo precedente convocare incontri formali e questo in sè potrebbe essere un segno positivo». «Si tratta - ha detto - di una convocazione molto ampia, e il tempo ad essa dedicato rischia di far passare l'idea che sia solo una informativa e non un luogo effettivo di confronto». «Siamo pronti - ha poi aggiunto - a sostenere le scelte giuste ma anche determinati a contrastare quelle che riteniamo sbagliate».
BERLUSCONI - Infine in chiusura dei lavori il segretario ha riservato un pensiero a Berlusconi: «Monti non ci rovini la festa che pensiamo di dover fare perché l'altro governo è uscito». «Il presidente del Consiglio - ha ricordato Camusso - ha usato le parole equità e coesione. Sono importanti, ma non si prestano a qualsiasi scelta. Non vorremmo usare la lente d'ingrandimento per cercare equità nella manovra. Bisogna mettere una imposta sulle grandi ricchezze per attuare le parole d'ordine "chi ha di più paghi di più e 'chi non ha mai pagato cominci a pagare"».