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Data: 04/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Tasse e tagli: "pacchetto" da 25 miliardi. Da pensioni, Ici e Irpef le maggiori entrate. E spunta anche una mini-patrimoniale

ROMA. Ieri le consultazioni con i partiti, oggi vedrà le parti sociali. Ma «il tempo è scaduto», e il premier Mario Monti ha molta fretta. Così potrebbe anticipare il Consiglio dei Ministri addirittura a oggi pomeriggio, invece di riunire l'esecutivo domani come da agenda. Vediamo i principali capitoli che il governo intende inserire nella manovra per quanto riguarda il fisco, che sarà di 25 miliardi di euro compresi i 4-5 miliardi per la delega fiscale.
PENSIONI. E' questa la vera patata bollente nelle mani dell'esecutivo che fino a ieri sera stava cercando di limare gli interventi, anche sotto il pressing dei partiti, per non penalizzare le pensioni più basse. E proprio gli assegni superiori a due volte il minimo (900-1000 euro mensili) dovrebbero salvarsi dal blocco della perequazione (rivalutazione in base all'inflazione). E' solo un aspetto, ma importante, della riforma del ministro Fornero che punta soprattutto a un intervento strutturale e profondo. Il punto fermo è l'immediata adozione del contributivo pro-rata per tutti e l'accantonamento definitivo del retributivo. Così da eliminare disparità conseguenti ai due diversi trattamenti, ottenendo nel contempo un forte risparmio per le casse dello Stato. L'accesso al pensionamento verrebbe ancorato esclusivamente alla soglia di vecchiaia, che salirebbe subito per gli uomini da 65 a 66 o 67 anni. Con l'adeguamento della soglia delle donne nel 2016 o nel 2018, ma con un sistema molto rapido di innalzamento che partirebbe già dal 2012 passando dall'età di uscita di 60 anni ai 63. I pensionamenti avverranno quindi nella fascia compresa tra i 66-67 e i 70 anni, con possibilità di uscire prima, ma non con meno di 63 anni, e disincentivi. Per i lavori usuranti (categorie che accumulano un certo numero di notti, impiegati alla catena di montaggio, minatori, autisti, etc...), verrebbe garantita la possibilità di uscire con l'attuale meccanismo della quota che però da 96 salirebbe a 97 (somma tra anni di contributi ed età). Aumenteranno di due punti le aliquote contributive dei lavoratori autonomi (commercianti-artigiani). Tra le ipotesi anche un mini-contributo di solidarietà per i fondi speciali Inps, fino ad oggi privilegiati (telefonici, dirigenti, etc...). Nella prima fase si calcola che l'intervento sulle pensioni dovrebbe garantire 5-6 miliardi di risparmio.
CASA. Altro capitolo corposo e controverso è quello della casa. Ieri partiti e parti sociali hanno detto no a un ritorno dell'Ici sulla prima casa. Si fa largo l'ipotesi di un prelievo fiscale sull'abitazione principale modulato non solo in base al reddito e alla composizione del nucleo familiare, ma con l'esclusione delle case dal valore medio-basso, con un'aliquota soft del 2,5 per mille. Sulle seconde e terze case un aumento dell'aliquota Imu (oggi è al 7,6 per mille) in relazione ai beni immobiliari posseduti dai contribuenti e al loro valore. C'è poi in ballo l'aggiornamento delle rendite catastali, con un possibile aumento del 5 per cento di rivalutazione dei valori immobiliari (dal 15 al 20%).
IRPEF. Fino a ieri sera la discussione sull'aumento delle aliquote Irpef era in alto mare. Quasi certo un sostanzioso ritocco dell'aliquota del 43% dell'ultimo scaglione applicato ai redditi oltre i 75mila euro. In discussione anche un aumento dell'aliquota del 41% sui redditi tra 55mila e 75mila, ma ci sono molte perplessità.
IVA. Potrebbe non aumentare l'Iva, almeno per il 2012. Sembra accantonata l'idea infatti di utilizzarla per colpire i beni di lusso (è una tassa comunitaria, e l'Europa direbbe no). Una delle ipotesi più gettonate è quella di un innalzamento ma solo dal primo gennaio del 2013. Tra le ipotesi quella dell'aumento di due punti percentuali dell'aliquota ordinaria ora del 21%, o, in alternativa, l'aumento di un solo punto sia dell'aliquota ordinaria che di quella agevolata al 10%. Si tratta però di una misura che secondo gli analisti e gli addetti ai lavori è corpo estraneo al mix «tasse più crescita» che vorrebbe confezionare il governo Monti, visto che sarebbe recessiva per i consumi e alzerebbe i prezzi.
TASSA SUL LUSSO. Un prelievo fiscale che però difficilmente toccherà le proprietà immobiliari, già interessate direttamente da Ici e super-Imu. Quindi beni immobili di lusso: yacht, auto di grossa cilindrata, ma anche gli aerei ultraleggeri. Si tratta di beni già considerati ai fini del redditometro e quindi il Fisco ne possiede una mappatura precisa, ma altresì sono spesso intestati a società di comodo o in leasing, quindi risultanti solo in minima parte di proprietà di persone fisiche. Un escamotage per aggirare il fisco che dal prossimo anno sarà però più difficile, perché gli utilizzatori di questi beni dovranno essere comunicati all'Agenzia delle Entrate ai fini del redditometro.
MINI-PATRIMONIALE. Spunta anche una mini-patrimoniale sulle proprietà mobiliari (fondi comuni, fondi d'investimento, polizze assicurative, ed altro ancora).
SANITA'. Una possibile stretta sulla spesa sanitaria di 2,5 miliardi di euro nel 2012. Si torna però a parlare di ticket anche sui ricoveri (in alcune regioni già ci sono). Materia ancora molto fluida. Sempre in tema di sanità si va verso una liberalizzazione dei farmaci di fascia C e la revisione della pianta organica delle farmacie abbassando così il rapporto tra cittadini e presenza sul territorio.
EVASIONE FISCALE. Su questo fronte appare certo l'obbligo di utilizzo di carta elettronica per transazioni superiori ai 500 euro. Si studia nel contempo come far abbassare le commissioni bancarie su questo tipo di operazioni.
TASSA STAZIONAMENTO. Allo studio una tassa per i «diritti di stazionamento delle imbarcazioni» in un porto turistico. Una tassa che già esisteva in passato e che verrebbe reintrodotta.

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