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Pescara, 10/04/2026
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Data: 04/12/2011
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Liberalizzazioni e privatizzazioni nei trasporti - Ataf in sciopero (e corteo) lunedì. I lavoratori annunciano 24 ore di sciopero contro la privatizzazione. Renzi: Firenze pronta per una gara da sola

E il sindaco: «La Regione riconosca la specificità di Firenze, altrimenti faremo una gara da soli

I lavoratori di Ataf sciopereranno per l'intera giornata del 5 dicembre contro l'ipotesi di dividere e privatizzare l'azienda di trasporto pubblico fiorentina. Previste due fasce di garanzia dalle 6:00 alle 9:15 e dalle 11:45 e dalla 15.15. Nel pomeriggio i lavoratori organizzeranno un corteo, definito «allegorico,» che partirà dalla stazione di Santa Maria Novella per sfilare lungo le vie del centro storico e raggiungere Palazzo Vecchio dove si tiene il Consiglio comunale. «Il nostro sciopero e il corteo - ha spiegato Alessandro Nannini della Rsu Ataf - vogliono essere anche un appello ai consiglieri comunali, affinchè ricordino quello che è stato è stato deciso da milioni di italiani con il referendum di giugno, ovvero che i servizi pubblici essenziali non possono essere venduti o privatizzati».

La città di Firenze ha «le risorse e l'appeal» per indire una gara «da sola» per il trasporto pubblico locale e «tutti vorranno partecipare»; ma se la Regione le riconoscerà «una diversa velocità commerciale» allora Firenze parteciperà alla gara unica regionale, alla quale invece «non so se tutti parteciperebbero senza Firenze». Lo ha detto il sindaco Matteo Renzi, rispondendo ai giornalisti in Palazzo Vecchio, a proposito della gara unica per il tpl. «Non si può trattare il traffico di Firenze come quello di un paese della Provincia - ha ribadito Renzi -. La velocità commerciale è diversa perchè c'è il traffico, ci sono i semafori, ci passa tutta la Toscana. Firenze non deve avere più di altri, ma solo il giusto riconoscimento».

La giunta di Palazzo Vecchio ha già approvato la delibera d'indirizzo sulla privatizzazione, scatenando l'ira dei sindaci soci: «I mal di pancia - dice Renzi - sono realtà dalle quali ci si cura. Noi abbiamo chiesto ai lavoratori dell'Ataf di scegliere e se sono seri sanno che le cose così non stanno in piedi: oggi Ataf è un'azienda che deve rimettere in discussione i propri contratti di lavoro», ma «noi non vogliamo licenziare nessuno, nè toccare un centesimo dagli stipendi: chiediamo solo di lavorare 10 minuti in più al giorno, una cosa che in momento di crisi in qualsiasi altra azienda, privata o pubblica, sarebbe accettata. Se - ha detto ancora Renzi - i sindacati di Ataf diranno sì apriremo la trattativa, se continueranno a dire no noi venderemo; e la legge dice che chi ha più dell'80% può decidere ed è strano che un sindaco che ha il 3% voglia decidere la posto di chi ha l'80%. Se invece - ha concluso - i lavoratori di Ataf faranno un passo avanti, noi siamo disposti a farne due verso di loro».

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