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Pescara, 10/04/2026
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Data: 04/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi: «Nel 2007 c'era il default noi abbiamo cambiato la sanità» Il governatore a testa bassa contro le critiche alla sua gestione

Costantini: «Basta con i monologhi, nessuno gli crede più»

PESCARA - Gianni Chiodi respinge con fastidio le critiche al suo lavoro sulla sanità. Il nuovo attacco ha una premessa: «L'Abruzzo non è più una Regione canaglia, sta diventando una Regione virtuosa. Al mio arrivo ho trovato un sistema sanitario al limite della sostenibilità, stiamo rimettendo le cose a posto dopo decenni di cattiva amministrazione, la cui responsabilità non è solo della politica. Io mi comporto da buon padre di famiglia, a scapito del consenso, ma siccome sono veramente indignato non me ne curo».
Da qui parte l'arringa del governatore-commissario: «Si parla tanto di default. Ebbene, non tutti se ne sono accorti, ma l'Abruzzo a causa della sanità è già andato in default nel 2007. Non era più in grado di pagare, era la Regione più indebitata d'Italia. Addirittura dal 2004 al 2007 furono distratti 518 milioni dal Fondo sanitario nazionale per inglobarli nel bilancio regionale, in pratica per finanziare anche feste e fiere. Siamo stati la prima Regione a subìre l'onta del commissariamento. Una montagna di debiti e un livello di assistenza basso. Noi, invece, nel 2010 abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio elevando i livelli qualitativi. E lo confermeremo per il 2011. Ora dobbiamo restituire 800 milioni che lo Stato e le altre Regioni ci hanno prestato: non è uno scherzo, ma lo faremo».
Quanto alle strutture sanitarie «avevamo 39 ospedali per un milione e 300mila abitanti. Per capire: l'area metropolitana di Lione ha due milioni di abitanti e un solo ospedale, che funziona benissimo. Pensate a Villa Pini. Avevamo un tasso di psico-riabilitazioni 400 volte superiore alla media nazionale. Forse in Abruzzo eravamo tutti matti? No, c'era dell'altro». Il tasto della mobilità passiva irrita Chiodi: «E' un tormentone. Ma il saldo negativo tra mobilità attiva e passiva è di 67 milioni, l'incidenza su una spesa complessiva di due milioni e mezzo è poco significativa. Molti pazienti vanno nelle Marche? Sì, ma molti del Molise vengono da noi. E il Molise ci ha chiesto un accordo di confine, ma io lo faccio solo se aderiscono anche le Marche, che non vogliono. La territorialità? Questa Regione quando c'erano i soldi non ha mai investito sul territorio, va a finire che adesso che non c'è un euro è colpa mia! L'università? Finalmente ha intrapreso la strada della qualità». Chiusura con le lobbies: «Gli interessi sulla sanità sono troppo forti: economici, professionali, sindacali, imprenditoriali. Se in passato esistevano le lobbies perché c'era il budget, adesso l'aria è cambiata. Il mio slogan è: no budget, no lobby».
Carlo Costantini, capogruppo regionale dell'Idv, replica a stretto giro di posta elettronica: «Tre anni di monologhi di Chiodi sulla sanità sono davvero troppi. Soprattutto se si considera che ai suoi si sono aggiunti quelli della Baraldi, altra professionista dello scaricabarile. Se Chiodi pensa che qualcuno gli creda ancora, si sbaglia di grosso. L'unica cosa cambiata, rispetto a prima, è che il budget (e le lobbies) ora operano e si arricchiscono fuori regione. Basta pensare ai 50 milioni di euro di prestazioni che Chiodi ha regalato ai marchigiani e varcare il Tronto per vedere quale direzione ha preso questo denaro. E se la Baraldi pensa che qualcuno le creda, quando attribuisce le cause della mobilità passiva ai medici e non alle sue scelte disastrose, anche lei si sbaglia di grosso. La verità è che gli abruzzesi, dopo anni di chiacchiere e di scaricabarile, con risultati a dir poco disastrosi, aspettano solo che se ne vadano».

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