ROMA Niente aumento Irpef, ma un inasprimento della lotta all'evasione che comprende anche un prelievo straordinario sui soggetti che hanno usufruito dell'ultimo scudo fiscale. La svolta in materia fiscale è maturata all'ultimo momento: l'incremento dell'ultima aliquota dell'imposta sul reddito era presente nelle bozze che circolavano in mattinata, ma è poi saltato già nel testo esaminato in Consiglio dei ministri. Se però a livello nazionale il prelievo non aumenta, potrà esserci un incremento a livello locale: a compensazione (parziale) dei tagli alle Regioni sale infatti dallo 0,9 all'1,23 per cento l'aliquota base dell'addizionale Irpef regionale. L'aggravio per un reddito di 30 mila euro l'anno sarà quindi di circa 100 euro.
Con questa eccezione il pacchetto fiscale si concentra sui beni patrimoniali e sulla lotta all'evasione, con interventi la cui portata però sarà chiara solo nella versione finale e dettagliata del testo. C'è innanzitutto il principio per cui i bolli attualmente applicati ad azioni e obbligazioni depositate su un conto titoli saranno estesi anche ad altre forme di investimento come i fondi (esclusi quelle pensione) o agli strumenti assicurativi. Prelievi specifici andranno a colpire le auto di lusso (venti euro per ogni kw di potenza superiore ai 170) le imbarcazioni (con una tassa di stazionamento da 5 a 703 euro al giorno) ed anche gli aerei privati.
C'è poi il capitolo della lotta all'evasione, che è stato potenziato nelle ultime ore. Il fisco però pare intenzionato ad usare accanto al bastone anche la carota. È stato infatti introdotto nel nostro ordinamento (con effetto probabilmente solo dal 2013) un inedito regime premiale per i contribuenti che si comportano in modo trasparente, trasmettendo in modalità telematica i corrispettivi della propria attività ed aprendo uno specifico conto corrente per i relativi movimenti. Il compenso consisterà nella semplificazione degli adempimenti e nell'accelerazione dei rimborsi e della compensazione dei crediti Iva.
Su un diverso versante c'è un'intensificazione delle indagini finanziarie, con l'obbligo di banche e altri intermediari finanziari di comunicare i movimenti bancari.
Ma la vera novità è la scelta di battere cassa con i contribuenti che nel 2009 avevano usufruito dello scudo fiscale per riportare i propri capitali in Italia, oppure legalizzarli. A loro era stato chiesto il pagamento di un'importo pari al 5 per cento: ora è previsto un ulteriore contributo pari all'1,5 per cento, sotto forma di bollo: l'introito prevedibile è di circa 1,5 miliardi, visto che la massa dei capitali coinvolti valeva intorno ai 100 miliardi.
Come annunciato, è stata abbassata - ma solo fino a 1.000 euro - la soglia sopra la quale è vietato il trasferimento dei contanti. Per agevolare una categoria come quella dei pensionati, molti dei quali ritirano ancora in contanti il proprio assegno mensile, sono previste apposite convenzioni con l'Abi finalizzate all'offerta di un conto bancario base a costi contenuti.
Infine come è accaduto più o meno in tutte le manovre finanziarie degli ultimi tempi c'è una revisione delle accise sui carburanti, che si tradurrà quindi in un aumento per gli automobilisti; in particolare una quota degli incrementi servirà a finanziare la spesa per il trasporto pubblico locale a carico delle Regioni.