ROMA Nessun taglio al sistema sanitario, un sostegno (sotto forma di un aumento dell'accisa sui carburanti) al trasporto pubblico locale. I governatori delle Regioni escono dall'incontro con il governo se non entusiasti almeno meno preoccupati per le finanze degli enti.
Nella sostanza e nei numeri l'esecutivo si sarebbe impegnato a cancellare la prevista riduzione di 2,5 miliardi di euro che sarebbe andata a intaccare il Fondo sanitario nazionale di circa 108 miliardi attraverso il quale le Regioni finanziano le attività ospedaliere e quelle collaterali. Maggiori entrate dovrebbero arrivare da un intervento sull'Irpef concordato con le stesse Regioni ma perequato a livello nazionale.
Una boccata d'ossigeno per il trasporto pubblico locale, in perenne sofferenza, dovrebbe venire poi dall'aumento dell'accisa sui carburanti dello 0,038%. Due punti, quelli relativi alla sanità e al trasporto pubblico locale, che stavano e stanno particolarmente a cuore dei governatori e sui quali sembra sia stato individuato un accordo. «Credo di poter dire - ha affermato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani - che se la questione relativa alla sanità fosse confermata, potremmo dare un giudizio positivo». Per quanto riguarda il problema del Tpl (trasporto pubblico locale), ha spiegato lo stesso Errani, il governo dovrebbe concedere alle Regioni di finanziare il settore con un'accisa sui carburanti. «L'esecutivo ha compreso - ha aggiunto il presidente - la gravità di queste due questioni non per le Regioni, ma per i cittadini». «Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale - ha sottolineato il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni - abbiamo convinto il governo a trovare un'altra strada e quindi abbiamo scongiurato i tagli. Leggeremo i testi ma non abbiamo motivo di dubitare. Se le cose saranno così, reputiamo che si sia trovata una risposta a problemi che rischiavano di esplodere».
Errani ha posto all'esecutivo altre questioni, prima tra tutte quella del federalismo fiscale. «La situazione così com'è non ha possibilità di effetti positivi. Bisogna attivare una commissione sulla finanza pubblica per concertare le scelte». Ma c'è pure chi nella formazione dei governatori non è così soddisfatto per i risultati del confronto a palazzo Chigi. Tra essi il presidente del Lazio, Renata Polverini, che resta convinta della necessità che «sarebbe stato importante dare un segnale forte con un patrimoniale vera». Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, avrebbe voluto un contributo di solidarietà dai capitali scudati: «Si tratta di 105 miliardi di capitali rientrati in Italia che hanno pagato solo il 5% mentre in Francia e Germania si è arrivati a superare il 20%».
Al momento restano invece confermati i possibili tagli agli altri enti locali. Cioè a Province e Comuni: 500 milioni per i primi e 1,4 miliardi per i secondi. Per il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, il ripristino dell'Ici e le rivalutazioni catastali potrebbero dare un gettito di 10-12 miliardi nessuno dei quali però arriverà nelle casse comunali.