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Data: 05/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Decreto salva Italia (Costi della politica) - Abolite le giunte provinciali, ridotti a dieci i consiglieri. Soppresse le elezioni, gli organismi avranno solo funzione di indirizzo

ROMA - Province ridimensionate nella manovra del governo. «Non è nostro potere abolire le province nel decreto odierno», ma nel provvedimento «abbiamo eliminato le giunte provinciali e c'è una drastica riduzione del numero dei consiglieri» ha spiegato il premier Monti nel suo discorso agli italiani per illustrare il decreto salva Italia.
Anche il comunicato del Consiglio dei ministri spiega che gli organi vengono riportati alla funzione di organi di servizio e coordinamento. Saranno abolite le giunte provinciali, tagliate le spese in funzioni già svolte da altri enti territoriali e verrà attuata una drastica riduzione del numero dei consiglieri, che saranno ridotti a 10 e verranno eletti dal territorio.
Il provvedimento, nei termini in cui lo ha illustrato il premier, è «palesemente anticostituzionale», artiglia il presidente dell'Unione province italiane, Giuseppe Castiglione che si meraviglia del «pressapochismo e dell'impreparazione dimostrata dal governo tecnico nel ridurre il taglio dei costi della politica alla cancellazione delle giunte e alla riduzione dei consigli provinciali».
Quello dell'abolizione delle Province è uno di quei punti che ritorna spesso quando si parla di tagli ai costi della politica. Nella manovra economica aggiuntiva del governo Berlusconi si prevedeva l'abolizione di 36 province su 110 (quelle al di sotto dei 300mila abitanti), un provvedimento che sarebbe diventato operativo alla scadenza di ciascuna amministrazione.
Sulla cancellazione dell'ente intermedio, invece, il premier ha aggiunto che, «pur non avendo il potere di cancellare le province saranno assecondate le iniziative di legge costituzionale che vadano in questo senso». Pronta la replica di Castiglione: «Altro che dialogo e confronto. Monti dimostra di non avere alcun rispetto per le istituzioni della Repubblica e smentisce quanto ci aveva dichiarato nell'incontro farsa prima del consiglio dei Ministri. È evidente che con questo atto si apre un duro conflitto istituzionale, di cui certo il Paese non ha bisogno».
Se il premier annuncia che sui costi della politica si deve fare di più, secondo l'Upi la manovra prevede per le Province una riduzione nel 2012 pari a un miliardo e 300 milioni di risorse in meno, tra tagli diretti (550 mln) e la non erogazione del recupero dell'addizionale energia elettrica assegnato alle Province (800 mln). «Se cosi fosse - afferma Castiglione - vorrebbe dire che sarebbe a rischio lo stesso pagamento degli stipendi al personale. Ci aspettiamo un intervento immediato del governo a sanare questo gravissimo errore».

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