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Pescara, 10/04/2026
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Data: 05/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
La manovra per il signor Rossi: risparmi salvi ma sale il prelievo. Maggiori esborsi fra 100 e 3.000 euro. Colpito chi ha case di valore (quanto pagheremo in più - guarda)

ROMA Non ci vuole poi molto per fare un conteggio sulla punta del naso degli effetti della manovra Monti. Se avrà successo, l'Europa ce ne sarà riconoscente e le famiglie italiane non vedranno evaporare i loro risparmi. Ma, in compenso, dovranno trasferire una parte del loro reddito allo Stato, in particolar modo quelle con seconda casa visto che gli estimi catastali si impenneranno di circa il 60%.
Quanto pagherà in più la famiglia Rossi in soldoni? Ovviamente non si possono fare che esempi di massima. Chi possiede case il cui valore catastale si aggirerà intorno ai 100/150 mila euro andrà a sborsare fra i 300 e gli 850 euro in più. Chi invece è proprietario di case di valore discreto, soprattutto nelle grandi città, dovrà mettere mano sul serio al borsellino: in questi casi il maggior esborso annuale può anche superare i 3 mila euro.
Somme rilevanti, non c'è dubbio. Equivalenti ad una medicina amarissima da trangugiare ma tuttavia, forse, un po' meno indigesta di quanto ad un certo punto era apparso. Nella manovra non c'è, ad esempio, l'aumento dell'Irpef che era stato ipotizzato fin dai redditi superiori ai 55 mila euro lordi annuali che equivalgono a stipendi netti di 2.800 euro al mese.
Le più colpite, come accennato, saranno le tre milioni di famiglie italiane che possiedono una casa al mare o in montagna. Il loro maggiore esborso dipenderà dall'incrocio fra l'aumento del 60% degli estimi e la facoltà concessa ai sindaci di fissare le relative aliquote. Poiché però su queste case l'Ici non è mai stata abolita è ragionevole ipotizzare che il maggiore esborso possa oscillare fra i 150 e i 6/700 euro rispetto a quanto versato negli anni scorsi.
Del resto molti osservatori fanno notare che gli estimi non salivano da una quindicina d'anni, un lasso di tempo durante il quale la gran parte delle case italiane si è molto rivalutato. E va anche ricordato che il patrimonio complessivo delle famiglie italiane è valutato intorno agli 8 mila miliardi di euro, più di quattro volte oltre il nostro debito pubblico che non supera i 1.900 miliardi di euro. «Se l'Italia oggi somiglia ad un convento povero i cui frati sono ricchi - osservava ieri un economista - nei prossimi anni questo rapporto è destinato ad equilibrarsi». Senza considerare il fatto, più volte ricordato dal premier Mario Monti nei giorni scorsi, che in caso di fallimento dello Stato italiano l'intera nazione sarebbe diventata più povera e i 900 miliardi di euro in Bot e Btp in possesso degli italiani sarebbero diventati carta straccia o quasi.
Ma vediamo nel dettaglio quanto pagherà il signor Rossi. Dalla tabella contenente le simulazioni emerge che le figure meno colpite sono il giovane precario che non possiede casa (maggiore esborso pari ad un centinaio di euro) e il pensionato al minimo che (statisticamente nalla maggior parte dei casi vive in abitazione di proprietà) dovrà versare circa 200 euro in più per il ritorno dell'Ici.
I più colpiti sono coloro che dichiarano redditi alti e medio-alti e vivono in abitazioni di un certo valore. Queste figure potrebbero versare tra i 2 e i 3 mila euro in più soprattutto a causa dell'Ici, delle addizionali regionali, della tassa sulle barche.
Se l'aumento dell'Irpef statale non c'è stato, tuttavia aumenteranno le addizionali regionali. Questo vuol dire che i redditi medio alti pagheranno fino a 450 euro per redditi dell'ordine dei 150 mila euro annui. Il signor Rossi dovrà fare attenzione a qualche tassa, come dire?, «occulta». Aumenta la benzina, ad esempio, che vuol dire 30/60 euro in più all'anno per automobile. Per gli autonomi aumentano anche i contributi Inps che significano 300 euro disponibili in meno per redditi anche modesti.
Se poi il nostro signor Rossi è in pensione allora avrà poco da festegggiare. Se la sua rendita è superiore ai 950 euro mensili non gli verranno riconosciuti gli aumenti della scala mobile. E' una riduzione del reddito del 3% circa che per un pensionato con 30 mila euro lordi di reddito (1.700 euro al mese netti) equivalgono a 400 euro in meno all'anno. Non poco.

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