Giro di vite sulle pensioni, e lacrime del ministro Fornero. Ok all'Imu. Una tantum sui capitali rientrati. Tasse sui beni di lusso. Misure per le imprese e la crescita. Ma l'equità non c'è. E il professore non esclude il voto di fiducia
Il governo ha approvato la "manovra salva Italia", così come l'ha definita Mario Monti in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri che ha varato il decreto legge. L'insieme degli interventi ammonta a circa 20 miliardi di euro strutturali per il triennio 2012- 2014 "con una forte componente permanente di risparmi conseguiti", si legge nel comunicato del Cdm. La correzione lorda è di oltre 30 miliardi, "in quanto sono previsti interventi di spesa a favore della crescita, del sistema produttivo e del lavoro per oltre 10 miliardi. All'interno del pacchetto è inclusa e consolidata in norme la correzione dei saldi pari a 4 miliardi previsti quale "clausola di salvaguardia" nella manovra di agosto 2011 (ossia i fondi necessari a garantire gli adempimenti finanziari delle precedenti manovre d'emergenza, ndr).
Interventi severi sulle pensioni
Le misure sulla previdenza anticipate alle parti sociali, e duramente criticate dalla Cgil, ma anche da Cisl e Uil, sono confermate. Il governo ha deciso l'estensione dal primo gennaio 2012 a tutti del metodo contributivo per il calcolo delle pensioni per le anzianità future. Come ha spiegato e confermato in conferenza stampa il ministro del Lavoro Elsa Fornero, viene istituito un sistema flessibile per l'età di pensionamento, "che viene elevata a 62 anni per le donne con una fascia di uscita flessibile incentivata fino a 70 anni, per gli uomini la fascia di flessibilità è tra 66 e 70 anni. Le regole per le lavoratrici del settore privato raggiungono l'equiparazione ai lavoratori nel 2018".
Fornero ha spiegato che una successiva riforma del "mercato del lavoro, che completerà il processo" con la previsione di ammortizzatori che "fanno parte del pacchetto". Le misure in materia previdenziale - ha proseguito il ministro - si basano sul principio della 'flessibilità nel pensionamento'. Fornero ha definito 'paradossale che lo Stato, che non ci dice quando dobbiamo comprare casa, sposarci o fare figli, ci dica però quando dobbiamo lasciare il lavoro'. 'Vogliamo reintrodurre una flessibilità - ha aggiunto - e accompagnare con incentivi il proseguimento dell'attività lavorativa'.
Abolite le finestre di uscita. Per quanto riguarda l'anzianità, confermata la misura che prevede 42 anni ed un mese di contributi per gli uomini e 41 anni e 1 mese di contributi per le donne. Chi vorrà comunque andare in pensione prima di questa soglia, dovrà pagare una "piccola penale", ha detto Fornero.
Alcuni enti previdenziali saranno accorpati nell'Inps e aumenteranno i contributi per artigiani, agricoltori e commercianti. Mentre il ministro ha annunciato un aiuto ai giovani sotto forma di sostegno ai congedi di maternità e paternità.
Sullo stop dell'adeguamento delle pensioni all'inflazione - passaggio sul quale il ministro Fornero è scoppiata a piangere interrompendo il suo intervento sulla parola "sacrifici" - Monti ha confermato la "deindicizzazione" nel 2012, spiegando che vengono salvaguardate "le pensioni minime" e "grazie ai proventi dello scudo fiscale" viene garantita la "piena copertura dall'inflazione alle pensioni tra i 480 euro e la doppia della minima". Ossia gli assegni fino a 960 euro sono esclusi dal provvedimento.
Le misure per lo sviluppo
Attraverso la deducibilità integrale dell'IRAP-lavoro - si legge nel comunicato del Cdm - "vengono favorite le imprese che assumono lavoratori e lavoratrici per un importo di 1,5 miliardi nel 2012, e 2 miliardi nel 2013 e nel 2014. Vengono previsti con l'IRAP interventi a favore di donne e giovani per 1 miliardo di euro per ciascuno degli anni del periodo considerato". Il governo introduce il meccanismo denominato ACE di favore fiscale alla raccolta di capitale di rischio, in modo da favorire la patrimonializzazione delle imprese, si interviene con un'azione di 1 miliardo di euro nel 2012, 1,5 nel 2013 e 3 nel 2014.
Viene rifinanziato il trasferimento alle regioni per il trasporto pubblico locale; viene finanziato un programma per accelerare l'utilizzo dei fondi strutturali europei; viene rifinanziato il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese con l'obiettivo di mettere a disposizione delle PMI garanzie per circa 20 miliardi di credito. "Vengono resi duraturi nel tempo - si legge ancora nel comunicato - tutti gli incentivi per le ristrutturazioni e per il risparmio energetico estendendoli alle aree colpite da calamità naturali.
Torna l'imposta sulla prima casa
Arriva nel 2012 l'imposta municipale e riguarda anche 'l'abitazione principale e le pertinenze della stessa'. L'aliquota ordinaria è dello 0,76%, mentre per l'abitazione principale è ridotta allo 0,4%.
Una tantum sui capitali rientrati
A ciò si aggiunge l'intervento fiscale una tantum con una aliquota dell'1,5% a carico dei capitali rientrati in Italia con il cosiddetto "scudo fiscale". Il governo inoltre tasserà alcuni beni di lusso (auto di grossa cilindrata, barche, aerei).
Iva
L'aumento dell'IVA è deliberato in 2 punti percentuali a decorrere dal primo settembre 2012, a copertura della clausola di salvaguardia e da attuare solo nel caso in cui sia necessario.
Misure contro l'evasione
Viene attuato un pacchetto antievasione che prevede il divieto di uso del contante per pagamenti superiori ai 1000 euro; i pagamenti telematici per la PA; una fiscalità di favore per le imprese individuali e artigiane che consenta l'emersione.
Giro di vite sulle Province
Le Province vengono riportate alla funzione di organi di indirizzo e coordinamento. Vengono abolite le giunte, ridotti a 10 i consiglieri provinciali, e ridotte drasticamente le spese in funzioni già svolte da altri enti territoriali. Sui "costi della politica si può fare di più". Ma "una cosa che abbiamo deciso, anche se non la troverete nel decreto, è di avviare un iter in parallelo sui costi della politica. E vedrete che ci saranno modi per i cittadini, ma anche per i giornalisti che hanno esplorato i meandri di questa voce, di fare segnalazioni e proposte". Sui costi della politica, dunque, "non si finisce qui". Lo assicura il premier Monti, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso della conferenza stampa.
Allo stesso tempo Monti non ha escluso il ricorso al voto di fiducia sul provvedimento. "Sarò nelle mani dei Presidenti delle Camere" ha detto Monti confermando che domani sarà alle 16 alla Camera e alle 18 al Senato per presentare la manovra.
Il premier ha ammesso che non c'è stato tempo sufficiente per attuare una concertazione sulle misure adottate. Citando l'esperienza del governo Ciampi, Monti ha detto di non avere nulla contro termini come "patto sociale", anche perché "in questa epoca conta moltissimo il consenso sociale, come fattore di forza e di competività", ma "conta anche la corretta divisione dei compiti ai fini di un processo di decisione rapido ed efficiente". "La mia impressione - ha proseguito - è che non si debba sovraccaricare il processo decisionale di tempi più lunghi per non appesantirlo eccessivamente".
"Non credo che una decisione abbia bisogno sempre di concertazione, mentre in materia di lavoro e affini questo strumento è molto importante". Il decreto non contiene, infatti, misure sul mercato del lavoro. 'Questo governo ha una durata nel tempo - ha aggiunto - ma non è detto che la vita del nostro Governo sia finita qui'. 'Ci sono cose che non abbiamo fatto oggi, siamo determinati ad andare oltre sul capitolo del lavoro e welfare'.