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Pescara, 10/04/2026
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Data: 06/12/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
Liberalizzazioni e privatizzazioni - Ataf, sciopero e corteo. Le Rsu: "Adesione al 99%" Manifestazione di protesta organizzata dai sindacati contro la privatizzazione dell'azienda.

E' stata del 98-99% l'adesione, secondo le Rsu di Ataf, allo sciopero unitario di 24 ore indetto contro la privatizzazione dell'azienda di trasporto pubblico fiorentino. I lavoratori, insieme a rappresentanti dei comitati contro la privatizzazione, hanno sfilato da Santa Maria Novella a Palazzo Vecchio dove sono stati fatti esplodere dei fuochi d'artificio lanciati al termine della manifestazione: "Se Ataf verrà data ai privati questa è la fine che farà: un botto", hanno detto. I lavoratori hanno fatto il loro ingresso in piazza Signoria allo slogan "Ataf è nostra e non si tocca, la difenderemo con la lotta" e hanno poi fischiato e inneggiato cori contro il sindaco Matteo Renzi.
Numerosi gli slogan e gli striscioni contro il sindaco Matteo Renzi e contro Ataf, in particolare i lavoratori hanno inscenato una sorta di carro allegorico con una riproduzione di un piccolo autobus con sopra dei ceri funebri e dietro dei lavoratori vestiti da sindaci soci di Ataf in catene con davanti un Matteo Renzi vestito da re di Firenze.
Presenti anche due ragazze vestite da vampiro che rappresentano i privati "che vogliono succhiare il sangue ad Ataf'

Di seguito l'intervento di Filippo Bonaccorsi, presidente di Ataf:

"Oggi sciopero dell'Ataf, servizio garantito 3 ore al mattino e 3 ore all'ora di pranzo, dopo le 15 stop. Si chiamano fasce di garanzia e sono state stabilite nel 1991: il secolo scorso. Oggi chi lavora torna a casa, se va bene, dalle 5 di pomeriggio in avanti: bisognerebbe aggiornare le fasce di garanzia alla vita reale delle persone, non alle utilità di pochi.
E' il sesto sciopero dell'anno; in un anno di tagli mortali al Tpl fatti dall'ex governo Berlusconi, mai una manifestazione sotto la Prefettura, la Regione, la Provincia, mai una dichiarazione contro Tremonti. Eppure la questione è tutta lì: se non fosse stata attuata la scientifica demolizione del Tpl in Italia mediante il raffinato sistema della progressiva asfissia di finanziamenti, non ci sarebbe la questione della privatizzazione di Ataf.
Oggi corteo e solito presidio sotto Palazzo Vecchio. Non mi risultano nella storia manifestazioni sotto la sede di un altro dei 9 Comuni proprietari di Ataf: non ci si stupisca che chi ha l'onere non rivendichi l'onore delle scelte.

Lo sciopero è stato indetto "contro la privatizzazione del servizio pubblico": balla colossale. Il servizio di Tpl sarà sempre pubblico, perché sarà sempre un Ente pubblico (oggi la Regione, ieri Provincia e Comuni) a stabilire le regole alle quali le aziende dovranno attenersi per svolgere il servizio.
Gli Enti pubblici stabiliscono oggi, come stabiliranno domani, le tariffe dei biglietti; rendono oggi obbligatorie alcune corse a carattere "sociale" e lo faranno domani. Non fatevi prendere in giro: il cambiamento della proprietà di Ataf non ha alcun effetto sul servizio di Tpl in sé.
Altro spauracchio: tanti lavoratori di Ataf rischiano il posto di lavoro. Falso: con la mia gestione nessun lavoratore di Ataf ha mai rischiato o addirittura perso il lavoro, nessuno ci ha rimesso un centesimo, anzi ho convertito 43 contratti di apprendistato di durata triennale a tempo indeterminato, per dare sostanza alle parole "lotta alla precarietà".
Ai lavoratori dell'Ataf abbiamo chiesto di passare più ore in azienda, non a casa; abbiamo chiesto maggiore flessibilità nell'organizzazione del lavoro a parità di ore settimanali, non libertà di licenziare. Abbiamo chiesto sacrifici, certo, ma per mantenere pubblica la proprietà dell'azienda. Ci hanno risposto no.
Se il sindacato vuole entrare nei tempi moderni, noi ci siamo. Se, invece, si vogliono ripercorrere i vecchi riti del secolo scorso, si lascia tutto come prima, come ai tempi della legge del 1991 che stabiliva che alle 3 di pomeriggio tutti i lavoratori d'Italia tornano alle loro case".

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