I lavoratori dell'azienda di trasporto sono arrivati sotto Palazzo Vecchio inneggiando cori contro il sindaco. Renzi ribatte: «Da un anno che scioperano in continuazione»
Sciopero, con fuochi d'artificio. I lavoratori dell'Ataf li hanno lanciati in cielo, lunedì pomeriggio, non appena arrivati in corteo davanti a Palazzo Vecchio. Secondo loro la metafora ideale per comunicare ai fiorentini cosa succederà se l'azienda verrà privatizzata: «Questa è la sua fine: farà il botto», dicono i sindacati. Mentre durante tutta la giornata, il blocco degli autobus (al quale si è aggiunta la giornata di pioggia) ha provocato rallentamenti al traffico sui viali di circonvallazione.
I lavoratori hanno fatto il loro ingresso in piazza Signoria allo slogan «Ataf è nostra e non si tocca, la difenderemo con la lotta» e hanno poi fischiato e inneggiato cori contro il sindaco Matteo Renzi, che dal canto suo ricorda: «E' da un anno che si fanno scioperi in continuazione. Abbiamo chiesto ai lavoratori di lavorare almeno 10 minuti in più al giorno. Se non lo vogliono fare faranno i conti con un soggetto privato che più di noi saprà imporsi».
Americo Leoni della Faisa Cisal ha ricordato che «siamo al sesto sciopero e nonostante vari incontri in prefettura non conosciamo ancora il futuro di Ataf, e se l'azienda parteciperà alla gara unica del Tpl regionale». Quanto alle richieste avanzate dal sindaco Matteo Renzi e dall'azienda, Leoni ha spiegato che «se si trattasse di lavorare 10 o 15 minuti in più io avrei già firmato, ma ci sono state fatte altre 15 richieste e se dovessimo accoglierle ogni lavoratore perderebbe 23 giornate di ferie e 5 mila euro all'anno. Non scioperiamo sulle ideologie come qualcuno ci accusa». Per Alessandro Nannini della Rsu «questo è uno sciopero unitario che ha visto un'adesione del 98-99%. La privatizzazione non riguarda solo i lavoratori ma anche gli utenti e non porterà nè soldi nè servizi a Firenze».
Il segretario fiorentino della Cgil Mauro Fuso ha ricordato che «siamo per la gara unica del trasporto a livello regionale perchè è l'unico modo per recuperare le risorse venute meno con i tagli al Tpl. E una gara corretta che prevede delle specificità per Firenze. Dentro questo ragionamento siamo per discutere con l'amministrazione comunale non sul piano di una privatizzazione da prendere così come è stata proposta e magari anche utilizzata a mò di ricatto». Secondo Fuso «la delibera della Giunta comunale sulla privatizzazione di Ataf non è un modo corretto per approcciare un negoziato». Per i consiglieri comunali Tommaso Grassi di Sinistra e Cittadinanza e Ornella De Zordo di PerUnaltracittà la delibera «predisposta dalla Giunta riguardo alla privatizzazione delle quote del Comune di Firenze in Ataf è difficilmente accettabile: si chiede al Consiglio di dare un mandato in bianco alla Giunta per apportare le modifiche allo Statuto di Ataf e a mettere in atto le linee guida predisposte dall'advisor».