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Data: 06/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Mini-patrimoniale, ecco la scure sul lusso. Dall'una tantum sui capitali rientrati con lo scudo fiscale alle barche, al maxi-bollo auto

MANOVRA Le misure del decreto colpiscono anche i ricchi Si pagherà anche per gli aerei privati e i titoli

ROMA. Costretti a sborsare migliaia di euro in nuove tasse su auto di lusso, posti barca, seconde e terze case, con la manovra lacrime e sangue del governo Monti anche i ricchi piangono. Certo, non è la patrimoniale richiesta a gran voce dal centrosinistra, tuttavia la manovra non risparmia chi ha di più: punta sui beni di proprietà (sulle seconde abitazioni l'aggravio annuo per l'Ici potrebbe superare i 500 euro), preleva l'1,5% dai capitali rientrati in Italia grazie allo scudo fiscale e modifica il regime del bollo sui conti titoli, passando al prelievo in termini percentuali rispetto al valore di mercato. Un primo passo, dunque, ma tuttavia insufficiente per chi chiedeva misure più incisive.
I capitali «scudati». Dal 2001 al 2010 nel nostro Paese sono rientrati con tre diverse operazioni di scudo fiscale (tutte decise dai governi Berlusconi) 182 miliardi di euro in beni detenuti clandestinamente all'estero. Il "rimpatrio" è stato tassato con aliquote dal 2,5% al 7%. L'applicazione dell'una tantum dovrebbe portare nelle casse dello Stato 2,73 miliardi di euro.
Il bollo sui titoli. Cambia il meccanismo di imposta fissa periodica sul conto titoli (34,20 euro l'anno, poi aumentati la scorsa estate per valori superiori a 50mila euro): la manovra stabilisce che il bollo su titoli, strumenti e prodotti finanziari sarà calcolato su base percentuale (la quota non è ancora stabilita) e in proporzione al valore di mercato (prima era nominale): l'imposta si applica a prodotti e strumenti anche non soggetti a obbligo di deposito, a esclusione dei fondi pensione e dei fondi sanitari.
I posti barca. Dal primo maggio 2012, le imbarcazioni da diporto che stazionano nei porti italiani o in acque pubbliche dovranno pagare una tassa di stazionamento che va da 7 euro al giorno per le unità da 10 a 12 metri fino ai 150 euro se superano i 24 metri e ai 703 euro al giorno per gli scafi sopra i 64 metri. Secondo i calcoli della Confindustria Nautica (Ucina), la nuova tassa porterà un gettito pari a 285 milioni di euro, ma avrà «un impatto violentissimo» sul traffico nei marina turistici. «Nel 2011, il 155% del traffico è stato rappresentato da diportisti stranieri che saranno scoraggiati a permanere sulle nostre coste» ha protestato il presidente dell'associazione Anton Francesco Albertoni.
Aerei e mongolfiere. La manovra istituisce inoltre l'imposta erariale sugli aerei privati, che pagheranno in base al peso: fino a 1000 kg, 1,50 euro al chilo; fino a 2000, 2,45 euro, per poi crescere progressivamente: oltre 10 mila kg, 7,55 euro al chilo. Stangata anche sugli elicotteri: l'imposta sarà pari al doppio di quella stabilita per i velivoli di peso corrispondente. Non vengono risparmiati neppure alianti, motoalianti, autogiri e aerostati: i proprietari dovranno borsare 450 euro l'anno.
Il bollo auto. Sulle auto considerate di lusso arriva una stangata. A partire da gennaio 2012, infatti, per le auto immatricolate nei tre anni precedenti scatterà un'addizionale erariale della tassa automobilistica pari a 20 euro per ogni chilowatt di potenza superiore a 170 (pari a 228 Cv), una somma che potrebbe arrivare a costare all'automobilista il doppio rispetto allo scorso anno. In caso di omesso pagamento, scatterà una sanzione del 30%. A essere colpiti saranno circa 260 modelli base delle più diverse categorie, dalle berline alle coupè di segmento C come la Volkswagen Golf o la Renault Megane nelle rispettive motorizzazioni top, fino alle esclusive supercar da 350 euro l'ora. Dunque, non viene tenuto in considerazione il prezzo di listino, che identifica un'auto di lusso, ma la potenza erogata. Colpite anche le moderne e poco inquinanti turbodiesel Euro 5 ed Euro 6.

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