SULMONA. Dopo un turno di dodici ore di lavoro tornano a casa con 40 minuti di ritardo rispetto alla tabella di marcia.
Sono i 40 dipendenti peligni che lavorano alla Micron di Avezzano, che per Natale hanno ricevuto dall'Arpa il "regalo" di una corsa più lunga.
Dal primo dicembre, infatti, con l'entrata in vigore dei nuovi orari degli autobus sulla linea Sulmona-Roma, i mezzi passano per il centro di Avezzano, da cui ripartono dopo 15 minuti di attesa, che diventano 40 alla fine delle varie fermate. Quasi un'ora in più, quindi, destinata a pesare sulla vita dei pendolari-lavoratori peligni. Per questo, i 40 dipendenti della Micron che provengono dalla Valle Peligna hanno scritto una lettera aperta in cui chiedono il ripristino dei vecchi orari.
«Siamo stufi di essere presi in giro dall'Arpa», afferma Alessandro Ciuffini, portavoce dei pendolari-lavoratori della Micron, «aumenti, corse più lunghe, abbonamenti non adeguati al tipo di turnazione. Cosa altro ancora ci aspetta? Da tempo abbiamo chiesto a Paolibus prima e ad Arpa dopo un trattamento adeguato dal punto di vista degli abbonamenti, senza avere risposte».
I dipendenti della Micron lavorano 4 giorni sì e quattro no, con turni da dodici ore a ciclo continuo, compresi festivi e domeniche.
Gli abbonamenti dell'Arpa, invece, secondo i lavoratori pendolari, non risponderebbero alle loro esigenze di orario.
I costi si aggirano sui novanta euro per quello mensile e venti per quello settimanale.
«Ora coi nuovi orari» scrivono i lavoratori nella lettera «allunghiamo il nostro viaggio di 40 minuti, sia dopo il turno di notte che dopo quello di giorno. Chiediamo il ripristino dei vecchi orari e percorsi, con abbonamenti adeguati al tipo di turno e la possibilità di acquistare online i ticket con lo sconto, così come si può fare dall'Aquila».
I pendolari-lavoratori chiedono anche un incontro ai vertici dell'Arpa per trovare una soluzione al loro disagio.
«Siamo gli unici fruitori del servizio» avvertono «trasformati ora in merce trasportata in giro senza diritti. Per questo chiediamo anche un incontro con la dirigenza Arpa per risolvere il nostro malcontento».