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Pescara, 10/04/2026
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Data: 06/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Cialente e Giovanardi, lite in tv. Lo scontro a Brontolo. L'ex sottosegretario: «Solidale con D'Ercole»

Mentre, come chiesto da Chiodi, il consiglio dei ministri ha approvato la proroga dello stato di emergenza «nella provincia dell'Aquila e nell'intera Regione Abruzzo per il terremoto del 6 aprile 2009», che non dovrebbe essere contenuta nel decreto «Salva Italia» bensì in un provvedimento del premier che ne specificherà i tempi - l'ipotesi è a tutto il 2012 -, ieri si è consumata l'ennesima lite sui fondi Giovanardi. Cialente e lo stesso ex sottosegretario hanno battibeccato animatamente in diretta tv, su Brontolo, la trasmissione condotta da Oliviero Beha su Rai Tre. Il giornalista aveva intenzione di capire gli effetti della manovra Monti «nel luogo dove si soffre di più in Italia», ma la puntata ben presto ha preso un'altra piega. È stato Giovanardi ad attaccare: «La mia è stata un'esperienza amarissima, dall'aprile 2009 il mio dipartimento ha stanziato 12 milioni di euro per strutture dedicate al sociale, ma non siamo riusciti a spendere un euro. Se si va avanti così L'Aquila non verrà mai ricostruita». Giovanardi ha puntato il dito contro «il meccanismo di denunce, controdenunce, insinuazioni, sospettI, interventi dell'autorità giudiziaria». Cialente ha ribattuto che di quei 12 milioni 3,1 milioni «sono stati già utilizzati su un progetto del Comune la cui prima parte sarà completata a marzo» (ex Onpi), ma Giovanardi ha urlato: «Non è vero! È un bugia». Il sindaco ha rincarato la dose dicendo che non stati concessi fondi per le aree destinate al sociale del progetto Case. Anche qui l'ex sottosegretario è andato su tutte le furie: «Non è così! Quando sento le bugie non posso stare calmo». Contrattacco anche sui tre milioni che Cialente ritiene già stanziati: «Ad oggi dall'Aquila non hanno mandato una carta per liquidarli». Il passaggio più forte, poi, è quello sul vescovo D'Ercole, indagato nell'ambito della vicenda sulla fondazione che avrebbe dovuto intercettare i fondi di Giovanardi: «Se sciacallo è il vescovo messo sotto torchio dalla procura perché si è attivato per creare progetti da presentare allora sono solidale con lui. Vorrei capire dov'è la truffa. La colpa dei ritardi è di chi, come la Pezzopane, fa denunce e insinua». Cialente si è difeso: «Quando si realizzano strutture per l'infanzia in posti in cui la natalità è zero è chiaro che c'è qualcosa di poco chiaro». E, dulcis in fundo, la chiosa del sindaco: «Fui convocato a palazzo Chigi con Chiodi e Giovanardi e lì trovai inspiegabilmente i due vescovi».

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