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Pescara, 10/04/2026
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Data: 06/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Qualità della vita: Chieti è prima in Abruzzo. La classifica del Sole 24 ore: nonostante la crisi la provincia si conferma leader nell'export italiano con una terza posizione (Guarda la tabella)

Bene anche sul fronte della sicurezza, la città conquista il 2º posto a livello nazionale

CHIETI. Solo un cittadino su 100 teme la criminalità e meno della metà (43,6 per cento) sente l'emergenza lavoro. Un quadro positivo quello che la classifica de Il Sole 24 ore sulla qualità della vita traccia della provincia di Chieti.
Seconda per percezione della sicurezza e 58esima, prima tra le province meridionali, preoccupazione della crisi occupazionale, ottiene il terzo posto nell'export (52,2 per cento).
Buono anche il dato sulla formazione: undicesimo posto, con 73 laureati ogni mille giovani tra i 25 e i 30 anni. Nella classifica generale Chieti ottiene il risultato migliore tra le città abruzzesi: si piazza al 64esimo posto, 11 posizioni più avanti del 2010, prima di Teramo (69), L'Aquila (70) e Pescara (73).
Tenore di vita. Migliora rispetto all'anno scorso il punteggio sul tenore di vita teatino, ma non basta a far superare il 76esimo posto. Comprare casa a Chieti e dintorni conviene: il prezzo medio è 1.700 euro a metro quadro. Ma i teatini risparmiano mediamente mille euro a testa e il valore complessivo di beni e servizi prodotti da ogni cittadino supera di poco i 21mila euro.
Basse anche le pensioni mensili, che si fermano a 588 euro; una cifra che cozza con i consumi medi per mobili, attrezzature elettroniche o auto: 897 euro.
Affari e lavoro. Rispetto al 2010 l'occupazione tira un sospiro di sollievo. Merito del già citato dato sulle esportazioni, ma anche di un forte spirito di iniziativa: nell'ultimo anno sono state registrate 12 imprese ogni mille abitanti. Bene anche la propensione ad investire: il rapporto impieghi/depositi raggiunge 184 e regala alla provincia il 36esimo posto. Inoltre i teatini sono bravi debitori: i prestiti non onorati sono solo il 6,4%. Va peggio per quanto riguarda i dati sull'occupazione giovanile e femminile: tra i 25 e i 34 anni lavorano 63 ragazzi su 100, mentre solo il 29% delle donne ha un impiego.
Servizi, ambiente e salute. Peggiorano gli investimenti per infrastrutture e sanità, ma i cittadini non sembrano accorgersene: al 70esimo posto nella graduatoria corrisponde una bassa insoddisfazione, solo il 18,7 per cento. Stando ai dati di Legambiente su parametri come verde, mobilità urbana, rifiuti e consumo di acqua, la provincia di Chieti non si cura troppo dell'ambiente: non supera il 66esimo gradino. Va meglio per la presenza di asili nido (5,8 su cento bimbi fra 0 e 3 anni) e per la velocità della giustizia: nel primo semestre 2010 sono state evase 43 cause ogni 100 nuove.
Popolazione. Parafrasando un celebre romanzo, Chieti è una città per vecchi: la percentuale di giovani sull'intera popolazione è diminuita del 3,5 rispetto al 2002, e nel 2010 i nuovi nati ogni mille abitanti sono stati solo 8,6. Scarsa anche la presenza di immigrati regolari: il 4,9 per cento della popolazione.
L'8,5 per cento degli abitanti ritiene che la qualità della vita sia migliorata rispetto a due o tre anni fa, ma i dati sono in realtà peggiorati: non si va più in alto del 68esimo posto. La densità demografica si ferma a metà classifica: 153,3 abitanti per chilometro quadrato, contro l' affollatissima Napoli, che registra 2.629,6.
Ordine pubblico. Nostante i cittadini non siano troppo preoccupati, nel 2010 i delitti compiuti in provincia di Chieti sono aumentati, regalando il 66esimo gradino. I topi d'appartamento sono i più numerosi (189,7 ogni mille abitanti), seguiti dai truffatori (142,8) e dai ladri d auto (127). Al contrario, i malviventi si dedicano poco a scippi o rapine (65) e ancora meno alle estorsioni (13,8).
Tempo libero. Il tallone d Achille della città sono le offerte e le strutture per il tempo libero: nonostante un miglioramento in graduatoria (49esimo posto), il 27,2 per cento dei cittadini è insoddisfatto delle possibilità di svago.
Pochi gli alberghi, 142 ogni 100mila abitanti, e ancora meno i cinema, 1,5 ogni 100mila spettatori. Va meglio per gli spettacoli: nel 2010 ne sono stati allestiti 6.848 ogni 100mila cittadini. Largo anche alla buona tavola: 580,5 ristoranti ogni 100mila teatini sparsi per i 104 comuni della provincia.
I quasi 398mila abitanti del territorio preferiscono dedicarsi allo sport piuttosto che leggere un libro: l'indice di sportività raggiunge infatti quota 566,9, mentre meno dell 1 per cento dei cittadini fa acquisti in libreria. Un dato negativo, ma che curiosamente supera la media italiana.

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