«Una manovra che serve solo a garantire i creditori dell'Italia, non a ridurre il debito. I soldi che arriveranno dalla manovra serviranno a pagare solo gli interessi lasciando intatto il debito. La logica è quella degli usurai». Michele Emiliano ha appena ricevuto dallo staff dell'as sessorato al bilancio le prime proiezioni sugli effetti della manovra varata dal governo. Va giù duro, il primo cittadino e si dice più d'accordo a dichiarare il fallimento «ma non graveremo sulla povera gente». Il giorno dopo la diretta su twitter da Palazzo Chigi («non mi pento di quello che ho fatto, ho reso un servizio ai giornalisti e agli italiani»), il primo cittadino commenta gli effetti della Finanziaria. «Così com'è - dice - non può passare. Sono letteralmente azzerati i trasferimenti al trasporto pubblico locale. Per intenderci - spiega - a partire da metà dicembre dovremmo fermare gli autobus perché non riusciremmo a garantire più il contratto di servizio». Il sindaco non usa mezzi termini e parla di «macelleria sociale che si sta aprendo», pur garantendo il suo impegno per trovare una notizia buona da questa manovra. «Il solo fatto che Monti abbia sostituito Berlusconi mi obbliga a cercare le ragioni di sostenerlo». Per Emiliano, insomma, è indispensabile che venga rivisto il decreto e, sul punto, parla di allentamento del patto di stabilità che consentirebbe ad esempio al comune di Bari di poter utilizzare «i 110 milioni di avanzo di amministrazione». Sul nuovo governo dice che «questi ministri che hanno idee straordinarie sulla finanza internazionale e sui grandi manager, non sanno come funziona un comune, una Provincia o un treno regionale». E invita tutti a una consapevolezza di massa, affinchè seguano attentamente ogni passo della manovra: «Il timore è che la voglia di liberarsi di Berlusconi abbia indotto a prendere in maniera acritica la manovra». Emiliano ha anche annunciato di spostare la discussione in consiglio comunale dove «con l'attuale opposizione sosteniamo questo governo».