Il Pdl: niente tasse sulla prima casa fino a cento metri
ROMA. Premesso da tutti che questa è la manovra che nessuno voleva, precisazione che dal centrodestra al centrosinistra viene ripetuta ovunque, i partiti alle prese coi malumori della base per i sacrifici richiesti soprattutto a chi ne ha già fatti lavorano agli emendamenti.
È una corsa contro il tempo per aggiustare i provvedimenti più indigesti: pochi, ma fondamentali. «C'è e ci deve essere spazio per modifiche» dice il segretario del Pd Pierluigi Bersani, che vuole «più equità». «Non saremo noi a chiedere la fiducia, il problema è cambiare alcuni punti: in quale modo non mi interessa». La misura «inaccettabile» è il blocco dell'adeguamento al costo della vita delle pensioni, «perché 970 euro lordi fanno 700 euro netti»: l'obiettivo quindi è innalzare il tetto ad almeno tre volte la minima, a 1500 euro. Una richiesta su cui, in serata, arriva l'apertura del ministro del Lavoro Elsa Fornero: il governo è pronto a modificare la norma, a patto che siano garantiti i saldi: «Se trovassimo altri soldi sarei felicissima di alzare il tetto delle pensioni a cui garantire l'indicizzazione». Le risorse, dice Bersani, si possono trovare colpendo in maniera più significativa i capitali rientrati dall'estero con lo scudo fiscale: l'1,5%, insomma, non basta. La proposta del Pd è salire almeno al 2%, mentre altre risorse possono arrivare da una lotta più incisiva all'evasione fiscale, abbassando almeno a 500 euro la soglia per i pagamenti in contanti, e dalla vendita delle frequenze tv, «invece che regalarle a Rai e Mediaset». Infine, ci sono le questioni dell'Ici sulla prima casa e della pensione per i lavoratori precoci. A queste proposte il Pd allega un messaggio per l'alleato recalcitrante: «Da Di Pietro» fa Bersani, «parole che non condivido. Se fa così andrà per la sua strada».
Per Silvio Berlusconi, che nel pomeriggio riunisce a Palazzo Grazioli lo stato maggiore del partito, il tabù principale è la reintroduzione dell'Ici sulla prima casa. La ricerca di soluzioni è affidata a un gruppo di cinque esponenti del partito, ma intanto la proposta a cui lavorare è quella di Ignazio La Russa, che pensa a un emendamento che esenti le abitazioni fino a 100 metri. Prioritaria, anche per il Pdl, è la questione del blocco dell'indicizzazione. «Troppo dura la botta su casa e pensioni, noi avremmo voluto una manovra un po' diversa, questa è la manovra economica del governo Monti. Stiamo lavorando per migliorarla» commenta il segretario Angelino Alfano su Facebook.
Futuro e Libertà ribadisce il proprio sostegno a Monti. Ma la manovra, sottolinea, va corretta «nell'iter parlamentare o in successivi provvedimenti»: per Fli tra le misure «fondamentali» c'è l'aumento al 5% del contributo sui capitali scudati, la vendita delle frequenze, la progressività dell'Ici, il taglio della spesa pubblica improduttiva. Tra i sostenitori del governo, fa eccezione l'Udc, che annuncia l'intenzione di non presentare emendamenti: «C'è poco da discutere» dice il segretario Lorenzo Cesa, «dobbiamo avere il coraggio di approvare la manovra come è stata presentata». A restare su posizioni critiche è l'IdV, che annuncia una «contro-manovra»: «Così la respingeremo perché ingiusta» dice Antonio Di Pietro, che sottolinea la decisione di «fare cassa a spese dei poveracci» mentre non si fanno pagare i diritti tv e allega la replica a Bersani: «È lontano dal Paese reale». Intanto, mentre la Lega promette battaglia, l'istanza radicale sull'Ici per i beni della Chiesa raccoglie consensi bipartisan.