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Pescara, 10/04/2026
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Data: 07/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi: «Governo, serve coraggio. Se la manovra è tutta qui non ci siamo. Occorrono misure per sostenere la crescita»

PESCARA - «Se la manovra del Governo è tutta qui beh, allora non ci siamo. Io spero che questa sia solo una fase-1, cui dovrà seguire una fase-2 per rilanciare la crescita, per sostenere la competitività delle nostre imprese. Ma non al cospetto di quelle cinesi o brasiliane, dove il costo del lavoro è bassissimo, bensì di quelle del resto d'Europa».
Gianni Chiodi esce dalla Conferenza delle Regioni che ha discusso della manovra Monti con un giudizio sostanzialmente negativo sui provvedimenti messi in campo dall'esecutivo dei professori.
«Non completamente negativo: capisco che con un debito pubblico da duemila miliardi era necessario intervenire con decisioni severe. Ma mi sarei aspettato più coraggio. Sui costi della politica, per dire. E poi, se si aumentano le tasse, almeno facciamo come in Scandinavia, dove è comunque forte la tutela del welfare e il fisco concede sgravi a imprese e dipendenti. Altrimenti si scarica tutto sui lavoratori e questi soldi che oggi il Governo chiede al Paese finiscono bruciati sull'altare dello spread, e basta».
I sindacati, e non solo loro, prevedono mazzate per l'economia della nostra regione, già in affanno con il moltiplicarsi delle crisi aziendali, dopo questa ondata di tasse.
«Io non credo che per noi cambi molto. Le Regioni faranno la loro parte in questa manovra e l'Abruzzo è tra queste. Però è anche la regione che nel 2010 è cresciuta di più, che ha avuto un buon incremento dell'occupazione e, come certifica l'Istat, anche delle imprese. L'Abruzzo è dinamico. Ma da solo non può farcela».
Appunto. Anche perchè è l'unica realtà italiana a scontare gli effetti di un terremoto devastante come quello che ha travolto L'Aquila. Lei è il commissario alla ricostruzione, sa bene di cosa parliamo.
«Certo che lo so, ma so anche che per questo abbiamo 14 miliardi per investimenti che nessun'altra regione ha. Così come siamo, insieme al Molise, gli unici a poter contare sui fondi Fas. Noi l'abbiamo salvato, l'Abruzzo: nel 2007 era in default, e questi sono risultati che non ci vengono riconosciuti».
Sta di fatto che sta per aprirsi un altro capitolo di tasse, non bastassero quelle che già gravano in più sugli abruzzesi, come gli aumenti del bollo auto, cui si stanno aggiungendo in queste ore gli aumenti delle accise sulla benzina decisi da Monti. Adesso aumenterà, infatti, l'addizionale regionale Irpef. Di quanto, governatore?
«Non lo sappiamo ancora ma, attenzione, non saremo noi ad applicare questi aumenti. Sarà lo Stato, e i soldi andranno tutti allo Stato. Però questi soldi ottenuti dall'aumento dell'addizionale regionale serviranno a non tagliare i 106 miliardi destinati alle Regioni per la sanità. Insomma, nessun taglio per la sanità. E' qualcosa, visto come si era messa la situazione».
E' qualcosa, ma è poco. Tra un po' arriverà anche la botta dell'Imu, l'imposta municipale sulla casa, e c'è solo da sperare che i Comuni non infieriscano.
«Vedremo. Aspettiamo che la manovra passi in Parlamento. Spero che il Governo mostri un po' di coraggio in più».
Intanto lunedì tornerà a Pescara il ministro della Salute, Renato Balduzzi: discuterà con Chiodi della sanità abruzzese, dopo le polemiche seguite alla prima visita.

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