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Pescara, 13/05/2026
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Data: 01/12/2006
Testata giornalistica: Ansa
Stop bus-metro. Sindacati sul piede di guerra

(ANSA) - ROMA - Bus, metropolitane e tram fermi oggi, in tutte le citta', per lo sciopero di 24 ore proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti e Faisa Cisal a sostegno della vertenza per il rinnovo del biennio economico del contratto, scaduto il 31 dicembre scorso. Per la sesta volta dall'inizio dell'anno, gli autoferrotranvieri incrociano le braccia e, se la vertenza non si sblocca, sono pronti a nuove proteste, anche a sorpresa e senza il rispetto delle fasce di garanzia, entro il 15 dicembre. Il leader della Uil, Luigi Angeletti, ha avvertito che ''gli scioperi proseguiranno sino a quando il contratto non si fara'''. E a rischio e' gia' la ripresa del servizio dopo lo stop di domani paralizzando la mobilita' pubblica. Non sono solo i lavoratori a protestare. Anche le associazioni che rappresentano le aziende del trasporto pubblico locale, Asstra e Anav, hanno fatto, ieri, una manifestazione di protesta contro la Finanziaria denunciando che i 190 milioni di euro previsti dalla Finanziaria dal 2007 per tre anni sono insufficienti per finanziare il contratto degli autoferrotranvieri, rinnovare i mezzi di trasporto (bus e treni), rafforzare le infrastrutture per metropolitane e tranvie perche' occorre almeno un miliardo di euro. Per il rinnovo del contratto ''da luglio ci avevano promesso che i soldi c'erano e poi, alla fine, ci accorgiamo che mancano'' ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani affermando di non ''capire perche' non hanno voluto risolvere la questione all'inizio, a quest'ora avremmo avuto gia' il contratto''. Anche se ''i soldi sono cresciuti, non bastano'' ha osservato il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni che sollecita un incontro tra governo, comuni e regioni ''perche' ciascuno dovra' reggere il proprio carico''. I sindacati rivendicano il diritto degli autoferrotranvieri al contratto nazionale e una stabilita' normativa e risorse adeguate per il settore, lamentando di aver chiesto dall'inizio al Governo e agli Enti Locali di occuparsi del problema ma ''l'intervento del Governo non e' sufficiente mentre Regioni e Comuni sono assenti'' e le aziende ''aziende continuano a negare qualsiasi confronto con il sindacato, scaricando tutte le responsabilita' sul Governo e sulle istituzioni locali''. Le aziende - che nella manifestazione di oggi hanno avuto l'adesione dell'associazione dei Comuni (Anci), dei sindaci di Firenze Domenici e di Venezia Cacciari, di associazioni di utenti (Acusp, Assoutenti, Utp, Cittadinanzattiva) e Legambiente - hanno votato un ordine del giorno ritenendo ''assolutamente necessario'', riaffermare la centralita' del trasporto pubblico locale e introdurre una politica industriale con interventi mirati a incentivare l'uso del trasporto collettivo attraverso leve fiscali e politiche di traffico a favore del mezzo pubblico; un nuovo quadro di regole ''nell'ambito di una rinnovata spinta del processo di liberalizzazione di tutti i servizi di trasporto pubblico locale e dei processi di aggregazione tra imprese ancora ad oggi caratterizzate da 'nanismo'''; un pacchetto di misure per garantire un flusso costante ed adeguato di risorse (sia per l'esercizio che per gli investimenti), superando la politica dell'emergenza''

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