In una scala da zero a cento, l'indice di salute dei trasporti sardi è pari a 48; se però si considera il solo settore ferroviario l'indice crolla al 15,8. Numeri impressionanti, che «fanno dell'Isola una delle aree più marginali del Mezzogiorno», tuona Giovanni Matta, segretario regionale della Cisl sarda. Il sindacato, nel fotografare la situazione dei trasporti in Sardegna, non risparmia accuse a Trenitalia e alla Regione. «La rete ferroviaria sarda è un vero disastro», sottolinea Mario Medde, segretario generale. «Lo testimoniano il progressivo smantellamento della rete e l'inadeguatezza dei servizi offerti», aggiunge Matta. Se i treni non funzionano, inevitabilmente, aumenta il traffico su gomma (più 400% negli ultimi tre anni) e quello su mezzi privati (più 30%). «Le politiche per i trasporti sono al centro dell'agenda regionale», rassicura l'assessore ai Trasporti Cristian Solinas, che poi aggiunge: «Il traffico ferroviario nell'Isola è destinato a migliorare». Le speranze sono legate al completamento della linea veloce Cagliari-Sassari per la quale la Regione ha già acquistato sei treni che andranno a pieno regime dal 2014. Al momento la Sardegna è l'unica Regione a non aver ancora firmato il contratto di servizio con Trenitalia. «Noi l'abbiamo presentato al Governo sette mesi fa», spiega ancora l'assessore; «prima che si insediasse il nuovo Governo, l'ex ministro dei Trasporti Matteoli l'aveva firmato e inviato alle Finanze per l'approvazione finale, ma da quel momento non si è saputo più nulla».