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Pescara, 10/04/2026
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Data: 08/12/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
La manovra e i tagli ai trasporti - Manovra, traballa il trasporto locale. Minervini: "Ci servono 400 milioni

L'ALTRO giorno in consiglio regionale aveva parlato di «segnali positivi». L'intervista a Repubblica dell'amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, conferma che le «ragionevoli probabilità» a cui accennava l'assessore ai Trasporti Guglielmo Minervini affinché «il versante ionico fosse nuovamente collegato per via ferroviaria al resto del Paese», non erano fumo negli occhi. Ricomparirà dunque, il Frecciabianca da e per Taranto. Ma non basta, dice senza giri di parole lo stesso Minervini. «Sì, insomma, va bene. Però non è sufficiente. Questo perché il servizio notturno continuerebbe a rimanere scoperto». Ieri gli dà man forte dalla capitale dell'acciaio, il presidente della camera di commercio Luigi Sportelli: «Non è più tollerabile l'isolamento in cui qualcuno vuole relegare questa città. Ecco perché chiediamo con forza il ripristino di tutti i collegamenti ferroviari». Il sindaco della stessa Taranto, Ippazio Stefàno, insieme con quelli di Bari e Foggia, Michele Emiliano e Gianni Mongelli, oggi protesteranno a Roma: l'appuntamento è al numero 1 di piazza della Croce Rossa, davanti alla sede del gruppo Ferrovie dello Stato. I treni a lunga percorrenza, raccontano con una voce sola gli amministratori locali, non possono sparire quasi del tutto dal Mezzogiorno d'Italia da lunedì della prossima settimana, quando entrerà in vigore l'orario invernale. C'è poi il rovescio della medaglia: riguarda il trasporto pubblico locale. Minervini non ha dubbi: «Le ripercussioni sui servizi saranno pesanti» se il governo Monti insisterà nel volere assicurare alle regioni italiane non più di 1 miliardo e 200 milioni di euro. Servirebbero altri 400 milioni per essere «ammaccati, ma non distrutti» aggiunge l'assessore ai Trasporti della giunta Vendola. La partita è aperta. Come stanno le cose, il "buco" della Puglia scenderebbe da 45 a 30 milioni di euro. Solo se i trasferimenti statali salissero a quota 1 miliardo e 600 milioni, sarebbe possibile tirare il fiato. Minervini non allenta la presa: «Auspichiamo che nel nuovo confronto con il governo ci sia il mantenimento dell'impegno già assunto (da 1,2 a 1,6 miliardi, ndr ), che consideriamo il minimo indispensabile per erogare il servizio dal primo gennaio 2012». Un servizio che nel tacco d'Italia interessa ogni giorno qualcosa come 250mila pendolari. Senza avere il becco di un quattrino, invece, dei trecento e passa treni locali dovrebbero esserne soppressi più di duecento.

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