ROMA Euro più, euro meno, andranno a pagare 10 euro al mese. Un balzello tutto sommato modesto quello che, secondo le prime indiscrezioni, dovrebbe colpire i baby pensionati. Con il ricavato si pensa di trovare i fondi necessari per aiutare altri pensionati (i 3 milioni circa che ricevono fra 950 e 1.400 euro al mese) ai quali si vorrebbe assicurare l'aumento della scala mobile finora garantito solo a chi riceve meno di 950 euro al mese.
Se l'operazione si farà il governo Monti romperà un altro tabù. I baby pensionati finora sono scampati a qualunque tagliola. Nel '97, di fronte alla durissima manovra del governo Prodi per portare l'Italia nell'euro (ricordate l'eurotassa?), li salvò il segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti per il quale lasciare prima il lavoro era «un segno di civiltà».
Fatto sta che l'esercito dei baby pensionati è sterminato. Sono 500 mila, considerando tutti coloro che sono andati a riposo con meno di 50 anni d'età e meno di 25 anni di contributi. Per circa tre quarti sono ex dipendenti pubblici, soprattutto ex insegnanti. In tanti, e per ben vent'anni, hanno approfittato di un improvvido decreto del 1973 firmato dal governo Rumor che consentiva alle dipendenti statali di sesso femminile di andare a riposo con appena nove-anni-sei-mesi-e-un-giorno di contributi e a tutti i lavoratori di ottenere la pensione dopo 19 anni e mezzo di lavoro (compreso l'anno di militare, è ovvio).
Una pacchia che durò fino all'autunno del '92 quando, dopo la drammatica svalutazione della lira e con gli interessi dei Bot al 15%, il governo Amato decise di eliminare l'incredibile privilegio. Fu solo un primo passo. In realtà l'opera di chiusura delle innumerevoli falle del nostro sistema pensionistico è durata vent'anni e sembra finita solo ora con la pietra tombale sull'anzianità posata dal neoministro Elsa Fornero.
Fra i baby pensionati sono moltissimi i personaggi famosi. Estraiamo dal mazzo due nomi a caso. Ecco quello di Celentano che riceve un piccolo assegno da quando aveva 50 anni. Ed ecco quello di Manuela Marrone, moglie del leader della Lega Umberto Bossi, dimessasi a 39 anni dal suo lavoro di maestra d'asilo. Il bello è che anche molti di coloro che hanno criticato le baby pensioni - in particolare economisti - sono in realtà baby pensionati visto che fino a poco tempo fa i dipendenti della Banca d'Italia avevano un regime previdenziale particolarmente favorevole.
Resta il fatto che sarà difficile spremere 500 mila baby pensionati in modo tale da coprire le esigenze dei tre milioni di loro collghi che rischiano di non ricevere la scala mobile.
Per coprire quest'operazione serve 1 miliardo nel 2012 e 2,5 nel 2013. E allora si sta pensando di rimodulare un altro contributo di solidarietà, quello che il governo Berlusconi ha imposto sui pensionati con oltre 90 mila euro di reddito. C'è chi pensa di coinvolgere nel pagamento di questo contributo, sia pure con un'aliquota bassa, anche ai pensionati con redditi intorno ai 70 mila euro. E se non bastasse neanche questo? Beh, i riflettori stanno fatalmente convergendo verso i capitali scudati il cui extra prelievo dell'1,5 per cento potrebbe salire a quota 2 per cento.