Iscriviti OnLine
 

Pescara, 10/04/2026
Visitatore n. 752.990



Data: 08/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Benzina oltre la soglia di 1,7 al litro, arriva la stangata per i pendolari. Fino a 400 euro d'aumento su una percorrenza di 50 mila km (Quanto ci costano i nuovi aumenti - guarda)

ROMA - Fare il pieno di benzina costa oggi più del pranzo di Natale di una famiglia media. Il confronto lo propone la Coldiretti, dopo un'analisi attenta sugli effetti provocati dall'aumento delle accise.
Avendo benzina e diesel sfondato la quota di 1,7 euro al litro (in particolare la benzina è salita a 1,708 euro e il gasolio a 1,702, segnando rispettivamente un +9,9 centesimi e +13,5 centesimi) la Coldiretti ha fatto un semplice calcolo, considerando un pieno di benzina di un'auto di media cilindrata con un serbatoio di 50 litri. A 1,7 euro al litro, il pieno costa ben 85 euro, un importo superiore infatti a quello che le famiglie italiane destineranno per la preparazione del pranzo di Natale. Nello specifico, spiega l'associazione dei coltivatori, «un litro di benzina è arrivato a costare circa la metà di una bottiglia di spumante e oltre un terzo di un panettone, che sono i prodotti immancabili sulle tavole delle feste.
La Manovra Monti, insomma, è stata una stangata e in particolare una stangata sui pendolari dell'auto. Oggi, chi percorre 50.000 chilometri all'anno con una vettura di 2.000 cc, paga 440 euro in più di quanto pagava prima della manovra. E se lo fa a bordo di un'utilitaria, come una Fiat Punto (1.200 cc) paga 257 euro in più. E un'auto diesel costa poco meno, secondo la tabella qui sopra: percorrere 50.000 chilometri con una vettura Fiat Punto alimentata a gasolio costa 278 euro in più di qualche giorno fa. Oggi una Fiat Punto percorre 19,2 km con un litro di benzina. Questo, almeno, è quello che risulta in base ai consumi ottimali di omologazione. Però, attenzione: su strada è un'altra cosa e questa condizione, definita appunto ottimale, diminuisce normalmente del 20-30 per cento. Vuol dire che con un litro di benzina si va in realtà meno lontano. C'è poi un'altra considerazione che aggrava i costi per l'utente, ed è che la Punto che abbiamo preso ad esempio è un modello di ultima generazione e quindi dotato di sofisticata tecnologia. Basta però prendere in esame un'auto che ha sei-sette anni di vita per vedere lievitare i costi per il consumo di carburante. L'automobilista deve considerare tutto ciò: le tabelle si riferiscono infatti a prodotti standard ma nella realtà i costi minacciano di essere superiori.
Chi fa i conti a memoria e non teme di sbagliare è invece Paolo Uggè, presidente della Federazione autotrasportatori italiani: «E' molto semplice - esordisce - Fare il pieno oggi a un Tir costa 130-140 euro di più dell'altroieri. Questa è la ragione per cui gli autotrasportatori protestano e minacciano di bloccare le strade mettendo di traverso i camion». A causa dell'aumento dei carburanti, Uggè prevede «un incremento del costo di trasporto del 2-3 per cento». Esclude invece, Uggè, quello che teme il presidente del Codacons Carlo Rienzi, e cioè che possano subire aumenti i prodotti trasportati con i camion.
Il Codacons è sceso in campo a favore degli automobilisti italiani, definiti «i più tartassati d'Europa». «Dopo l'entrata in vigore del decreto Salva Italia - si legge in una nota - sono gli automobilisti a non salvarsi. Si tratta - spiega l'associazione dei consumatori - del quattordicesimo provvedimento preso a danno degli automobilisti in questa legislatura, un record storico e probabilmente mondiale».
Anche FederPetroli ha fatto sentire la propria voce: la manovra Monti, si legge in una nota, «rovina il settore petrolifero italiano. Questa volta sono stati colpiti i gestori degli impianti, le stesse società petrolifere e i consumatori». I gestori, spiega FederPetroli, compreranno infatti il prodotto in quantità minore. Un suggerimento lo avanza Pasquale De Vita, presidente dell'Unione petrolifera: diffondere maggiormente gli impianti di self-service in Italia. Si potrebbe provare.
Gli è che quando arriva una manovra economica, l'aumento dei carburanti è quasi scontato. Si è fatto sempre così, tanto che sul costo di benzina e gasolio ancora gravano accise che si riferiscono ai finanziamenti della guerra d'Etiopia del 1935 e a quelli della crisi di Suez del 1956 e del disastro del Vajont del 1963. Poliziotti e carabinieri per ora tacciono. Loro sono chiamati a tutelare l'ordine pubblico con le loro auto già rimaste a secco di benzina quando il carburante costava di meno.






www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it