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Pescara, 10/04/2026
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09/12/2011
Il Centro
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La riforma del tpl in Abruzzo - Trasporti, la riforma in tre mosse. La strada tracciata dai sindacati: società unica, un bacino, rivedere i tagli. Proclamato lo stato di agitazione in tutte le aziende: «Pronti alla lotta se perdura questo immobilismo» |
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A questo punto è improrogabile un confronto serrato sull'intero processo a partire dal Piano regionale integrato PESCARA. Approvare la riforma dell'azienda unica regionale, prevedere un unico bacino di traffico, mediare con Roma, nel tavolo Conferenza Stato-Regioni, il taglio dei contributi: sono le tre richieste che i sindacati dei trasporti presentano formalmente alla Regione accompagnandole con la proclamazione dello stato di mobilitazione in tutte le aziende pubbliche e private. Il documento unitario è emerso dall'assemblea regionale dei delegati e dei lavoratori del trasporto pubblico locale (tpl) convocata da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal e Ugl per discutere dello scenario in Abruzzo. Una situazione che vede divisi sia i lavoratori dagli imprenditori (Confindustria), sia la politica con il centrosinistra che appoggia la fusione delle tre società pubbliche (Arpa, Gtm e Sangritana) e con il centrodestra che, pur in presenza del disegno di legge della giunta-Chiodi (che prevede la creazione dell'azienda unica) e con la liberalizzazione alle porte, non appare convinto della proposta ed è ancora in fase interlucutoria. Per tutta risposta l'assemblea sindacale preannuncia il ricorso ad azioni di lotta nel caso si dovesse continuare a registrare «l'immobilismo della classe politica regionale» nell'attuazione dei capisaldi della riforma del settore. «In una condizione di sofferenza già registrata quest'anno con un taglio di risorse che, per il solo Abruzzo, si è attestato a 23 milioni di euro e che ha comportato una prima riduzione di 5 milioni di Km di servizi su gomma, si andrà ad aggiungere dal 1º gennaio 2012 un ulteriore riduzione di risorse per il trasporto su ferro, potenzialmente mitigata dalla recente manovra del governo Monti, ma che comunque porterà ad una diminuzione dell'attuale livello di servizi espletati», è il presupposto da cui partono le sigle sindacali che chiedono la costituzione del Fondo unico regionale e che la Regione eserciti le «opportune pressioni, nell'ambito della conferenza Stato-Regioni, per garantire un servizio accettabile per i cittadini abruzzesi». I delegati regionali passano quindi a considerare l'immobilismo della politica sullo schema di riforma del Tpl e ribadiscono come di contro siano «estremamente positive» le ripercussioni nelle regioni che hanno già scelto di adottare l'azienda unica «per gli indubbi benefici derivanti dalle economie di scala attuabili». A cominciare dalla diminuzione dei costi della politica e «soprattutto dagli effetti benefici sull'erogazione dei servizi ai cittadini». Le organizzazioni sindacali ritengono inoltre improrogabile un confronto serrato sull'intero processo di riforma, a partire dalla definizione del Piano regionale integrato sui trasporti (Prit) e del relativo Piano triennale dei servizi minimi: «Sono indispensabili strumenti regolatori di un processo nel quale la Regione non può abdicare dal ruolo di Ente programmatore». L'altro punto-chiave della riforma è sul numero dei bacini di traffico per ognuno dei quali dal prossimo 31 marzo va bandita una gara per l'aggiudicazione dei servizi. I sindacati sono per un unico bacino regionale e un'unica gara che deve contenere tutti i servizi regionali (rete urbana, suburbana ed extraurbana). «Una soluzione che consente l'equilibrio finanziario del servizio minimo tra le aree interne e quella metropolitana e costiera», spiegano, «e che consente l'ottimizzazione dei costi di gestione, facilitando altresì l'integrazione tariffaria e dei servizi».
I Cobas: no allo spezzatino già troppi soldi vanno ai privati
PESCARA. «Facciamo notare, che già una notevole quantità di denaro pubblico regionale va, sotto varie forme, a finanziare vettori privati. Non solo, ma la Regione ha autorizzato recentemente, aggiungiamo sciaguratamente, la concessione di linee al privato, per esempio nel Teramano e non solo, facendo sì che a distanza di pochi minuti sulla medesima tratta transitino diversi vettori di diverse compagnie, con il risultato che sul tempo medio, tutti e due saranno in perdita. E questa si chiamerebbe "razionalizzazione"?»: rispondono così i Cobas trasporti a chi fa il tifo per la privatizzazione del sistema del trasporto pubblico su gomma. Lo spunto è la posizione espressa dall'Arco, l'associazione consumatori, a favore dei privati. Ettore D'Incecco e Pino Giampietro del sindacato di base replicano che in Abruzzo un sistema di trasporto integrato ferro-gomma, così come chiesto da tempo, in realtà non è mai stato preso in seria considerazione. «Solo chi desidera veramente la distruzione del Tpl come servizio collettivo, ovviamente a favore della/e compagnia/e private,che si gestiscono secondo i loro interessucci di bottega, può chiedere lo "spezzatino"», concludono.
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