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Pescara, 10/04/2026
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Data: 09/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pensioni, solo 500 euro in contanti. Riccardi: la Chiesa paghi l'Imu «Si valuti caso per caso». Il Pdl: l'imposta sulla casa slitti al 2013

ROMA - Tra le pieghe della manovra di Monti spunta una norma che piacerà assai poco a un buon numero di cittadini avanti negli anni e non troppo al passo con i moderni sistemi di pagamento. Si tratta di quegli anziani che ancora fanno la fila davanti agli sportelli postali per riscuotere la pensione, anziché farsela accreditare su un conto corrente che magari non hanno, e che già dalla prossima tredicesima non potranno averla tutta in contanti ma solo fino a 500 euro. Il resto, se in assenza di conto corrente, verrà versato su una carta elettronica, bancaria o postale, anche prepagata, che - secondo il decreto - non dovrebbe comportare oneri per il titolare della pensione. La nuova norma si inquadra nel provvedimento della manovra che riduce la circolazione del contante sotto la soglia dei mille euro per i pagamenti cash, ma che viene dimezzata quando a pagare è la pubblica amministrazione. Quindi, non solo le pensioni, ma anche tutti gli stipendi dello Stato saranno erogati in contanti fino a un massimo di 500 euro.
Su un tema che ha trovato spazio nelle polemiche imbastite in questi giorni sulla manovra, e cioè il pagamento dell'Imu sugli stabili della Chiesa, è intervenuto il ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant'Egidio che, intervistato da Lucia Annunziata, non ha esitato ad affermare che è giusto pagare «per quelle che possono essere le attività commerciali gestite dalla Chiesa, dai religiosi, dalle associazioni cattoliche». Fatte salve le attività di culto, «che sono una ricchezza per il Paese», il ministro ha aggiunto: «Vigilino i Comuni o chi è preposto a questo per vedere se l'imposta viene pagata e intervenga. Inutile fare una grande battaglia. Si tirino fuori i casi. Si valutino ad uno ad uno e, se c'è stata malafede, si prendano le misure necessarie».
Nel corso dell'esame della manovra nelle commissioni Bilancio e Finanze di Montecitorio che ieri hanno concluso la discussione generale e che domani e domenica voteranno gli emendamenti al decreto, sono state esaminate le questioni concernenti le coperture occorrenti per l'auspicato ammorbidimento su Ici e deindicizzazione delle pensioni. Ragionando anche sulla controversa vendita delle frequenze tv, della quale però risulta difficile quantificarne l'introito teorico, che tuttavia non dovrebbe andare oltre i due miliardi.
Tutti problemi che Monti si troverà sul tavolo al rientro del suo tour europeo e in un quadro complessivo tutt'altro che confortante. Il governo, infatti, ha rivisto al ribasso le stime del Pil che, se quest'anno chiuderà con un incremento del + 0,6%, nel 2012 andrà a meno 0,4, mentre è prevista una leggera ripresa del + 0,3 nel 2013. Inoltre, informa sempre il Tesoro, l'Italia non avrebbe centrato il pareggio di bilancio nel 2013 perché la stima del suo deficit, prima del varo della manovra, si attestava al 2,5 per il 2012.
In ogni caso, allo stato dell'arte, le forze politiche che appoggiano il governo sembrano puntare all'obiettivo di una Ici soft per le famiglie, magari facendola slittare - come suggerito dal relatore Maurizio Leo (Pdl) - di un anno per non cumularla da subito ai tagli sulle pensioni che pure si vogliono attenuare. Il risultato dei lavori delle commissioni probabilmente sarà un emendamento unico su Ici e indicizzazione delle pensioni. Per eventuali aperture da parte del governo, il sottosegretario Vieri Ceriani dice appunto di aspettare la formalizzazione di emendamenti alla manovra da parte del Parlamento. Emendamenti che il Terzo Polo non ha certamente intenzione di presentare per dare il più possibile mano libera al governo. Atteggiamento diverso quello del Pdl, che è come se volesse vedersi forzare la mano dall'esecutivo, Fabrizio Cicchitto dice infatti: «Noi del Pdl il decreto lo avremmo fatto in maniera diversa e lo voteremo solo se il governo metterà la fiducia».

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