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Data: 09/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Capitali scudati e frequenze tv, è scontro. Pd e Idv chiedono imposta maggiorata e un'asta pubblica. Ma il Pdl si oppone

ROMA. La discussione generale nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sul decreto legge della manovra «salva-Italia» si è concluso ieri sera. Il lavoro procede a tappe forzate, questa mattina alle 11 scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti, e sempre questa mattina ci sarà la seconda tornata di audizioni con Bankitalia, Corte dei Conti, Province e Regioni. Nel pomeriggio la replica di relatori e governo. Tra sabato e domenica la maratona finale con il voto sugli emendamenti. Il governo e i relatori avranno però facoltà di presentare proprie proposte di modifica anche dopo la scadenza del termine.
Le modifiche. Gli obiettivi sono ormai dichiarati da giorni, anche se le trattative saranno serrate fino all'ultimo. I partiti (Pd, Pdl, Terzo Polo) hanno trovato una base comune sull'innalzamento della soglia di esenzione dall'Ici sulla prima casa e sull'aumento del valore delle pensioni che potranno sfuggire al blocco della perequazione (1.400 euro). Ma con i saldi della manovra che devono restare invariati devono essere attivate altre poste in entrata. Pd e Idv fanno pressing sulla tassa sui capitali scudati, chiedendo almeno il raddoppio dell'1,5% deciso dal governo. Misura che l'esecutivo vedrebbe di buon occhio, anche se ieri dai tecnici della Camera sono state sollevate perplessità: «L'imposta potrebbe non trovare applicazione sul complesso di capitali già emersi, visto che il contribuente potrebbe avere investito in altre attività o spostato la sua posizione presso un altro intermediario». Una comunicazione che non dovrebbe turbare più di tanto, dato che lo stesso premier Monti ha pubblicamente garantito che la tassa sui capitali rientrati in Italia è stata «ben studiata».
C'è poi la partita delle frequenze tv liberate dal passaggio dall'analogico al digitale, e che il precedente governo aveva deciso di assegnare senza asta, ma alle società con i migliori requisiti. Il Pdl (Berlusconi soprattutto) fa resistenza, ma Pd e Idv chiedono l'asta che potrebbe fruttare - sostengono - fino a 16 miliardi di euro. Per quanto riguarda l'Ici-Imu lo stesso relatore Baretta (Pd) ha chiesto che sia alzata la franchigia sulla prima casa, che potrebbe passare da 200 a 300 euro. Così come ha chiesto che ci sia un accordo con le banche sulle commissioni nei pagamenti elettronici, visto che anche le pensioni superiori ai 500 euro non potranno più essere pagate in contanti.
Province. Intanto la Lega, unica opposizione, ha annunciato la presentazione di una pregiudiziale di costituzionalità sulla manovra in primis per la soppressione delle Province e le pensioni. Il Carroccio presenterà una «contromanovra». Per le Province però il primo ostacolo è stato superato: ieri la commissione Affari costituzionali, dopo un dibattito anche aspro, ha votato a favore degli articoli che svuotano le Province. Dovrà essere approvata subito una legge attuativa per quegli enti che andranno a scadenza la prossima primavera, e che altrimenti verrebbero rinnovati.
Debito e Pil. Il Pil italiano segnerà un -0,4% nel 2012 e una crescita dello 0,3% nel 2013. Il 2011 chiuderà con un +0,6%. I dati sono stati presentati ieri dal Tesoro. Secondo il ministero senza la manovra nel 2013 il pareggio di bilancio non sarebbe stato centrato, restando con un deficit dell'1,3%. Infine lo spread, che peserà sui conti italiani per 17,9 miliardi nel 2012 per interessi, balzando da 77,3 miliardi del 2011 ai 94,2 nel 2012: il 5,8% del Pil.
La manovra in tre anni. La Cgia di Mestre rifà i conti sui tre anni della manovra, che da poco più di 20 miliardi netti nel triennio 2012-2014 «è salita a 63 miliardi. A ciascuna famiglia costerà mediamente 2.500 euro, poco più di 830 euro all'anno». Secondo l'associazione, infatti, leggendo il testo pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, il decreto aumenta di quasi tre volte, «in quanto darà luogo a una correzione del deficit per un importo di circa 20 miliardi nel 2012 e di altri 21 miliardi nel 2013 e 2014.
Ici e Chiesa. Il Pd (in ordine sparso), Idv e Radicali chiedono di far pagare l'Ici alle strutture commerciali della Chiesa esentate (tipo gli alberghi, basta che all'interno vi sia una cripta e diventano luoghi di culto). No di Pdl e Udc. Ma anche all'interno del Pd vi sono posizioni diverse. L'altro ieri venti deputati hanno presentato una mozione per impegnare il governo «ad attivare le procedure» affinché il 30% dell'Ici arrivi dagli immobili della Chiesa. Tra i vari distinguo di ieri quello di Merlo (Pd, Vigilanza Rai), ha bollato l'iniziativa come «menzogna laicista», invitando il segretario Bersani «a non aderire alla moda ricorrente di colpire la Chiesa».

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