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Pescara, 10/04/2026
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Data: 10/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tagli al trasporto ferroviario - Pdl: «Treni, marcia su Roma». Pd: Regione inerte, non fa nulla. L'azienda: «I lavoratori dei turni notturni saranno ricollocati»

PESCARA - Un caos. C'è aria da day after intorno alla storia dei tagli ai treni in transito da Pescara sulle linee nazionali. E come tutti i day after si scatena una sorta di tutti contro tutti in un contesto che sa tanto di mobilitazione generale contro il nuovo orario di Trenitalia.
La giornata era iniziata con un comunicato dell'azienda che spiegava le ragioni dei tagli. L'offerta in sostanza, «in accordo con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti - si legge nella nota di Trenitalia - è stata sottoposta ad un'attenta razionalizzazione, con l'obiettivo di renderla coerente all'effettiva domanda e alle risorse finanziarie disponibili, salvaguardando il diritto alla mobilità di tutte le aree geografiche e demografiche interessate».
A tale scopo, sono stati creati gli hub di Bologna Centrale e Roma Termini. Il primo diventa capolinea per i treni giorno/notte da e per la Puglia e il secondo per i convogli notte da e per la Sicilia/Calabria. In dettaglio i tagli riguardano 4 corse notturne sulla linea Pescara-Bologna, 3 sulla Pescara-Milano, 2 sulla Pescara-Torino, 3 sulla Pescara-Venezia e 5 corse sulla tratta Pescara-Verona. Un botto.
Infatti dalle 19 alle 6 del mattino, da Pescara, non partiranno più i treni per il nord e quindi addio per sempre all'idea di partire la sera da Pescara e svegliarsi la mattina dopo a Milano, Torino o Venezia. Fino ad oggi chi voleva andare a Milano, per esempio, poteva disporre di tre Intercity, da prendere tra l'1.09 e le 2.40 di notte, ed entro le 8.45 della mattina era a Milano e spendeva tra 42 e 71 euro. Da domani non potrà più farlo e dovrà prendere un Frecciabianca alle 18.17 della sera prima o un Frecciabianca alle 6.18 del mattino dopo, abbandonando l'idea di viaggiare di notte e spendendo almeno 22 euro in più della vecchia soluzione. Altro esempio, è l'ultima possibilità per andare ad Ancona: partenza ore 19.03, altrimenti se ne riparlerà alle 5 della mattina dopo, mentre fino ad oggi, se uno avesse perso il treno delle 19.03, poteva aspettare fino a mezzanotte e sarebbe riuscito ad arrivare comunque a destinazione all'1.30. Idem per Bologna: dopo il treno delle 18.17 ci sarà il vuoto fino alle 5 del mattino del giorno dopo.
Molti, per la verità quasi tutti, si sono opposti a questi tagli. Pescara anzitutto: dal primo cittadino Albore Mascia («Pescara e l'Abruzzo non si toccano e le istituzioni non resteranno a guardare») dal capogruppo Pdl Sospiri, al vicepresidente del consiglio comunale di Pescara Foschi, che parlano di una «marcia su Roma».
Più pesante è l'attacco alla Regione da parte dell'opposizione. «In altre regioni, le giunte si sono mobilitate contro i tagli di Trenitalia - sostiene il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci - mentre in Abruzzo siamo di fronte ad una giunta che non riesce a dire e fare assolutamente nulla» .
Ed è proprio alla giunta regionale che scrive anche il consigliere di minoranza Claudio Ruffini invitando l'assessore Giandonato Morra a «stringere un patto di ferro sui trasporti, per chiedere al nuovo Ministro e all'Amministratore delegato di Trenitalia Moretti, un incontro in cui l'Abruzzo possa rappresentare le proprie esigenze». Proprio Morra ha ribadito di aver contattato gli assessori delle altre regioni toccate dai tagli, Marche e Molise, per condividere un percorso incisivo e risolutivo. Riguardo ai lavoratori che rischierebbero il posto, intanto, «contrariamente a quanto dichiarato da alcune organizzazioni sindacali - fa sapere ancora Trenitalia - l'azienda è sensibile e attenta ai lavoratori, ai quali va tutta la solidarietà. Per questo, si è già impegnata ad evitare che i suoi 900 lavoratori interessati dalla riorganizzazione del servizio notturno, perdano il posto».

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