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Pescara, 13/05/2026
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Data: 01/12/2006
Testata giornalistica: Il Centro
A gennaio l'aumento dei biglietti dei treni. Le tariffe per intercity ed eurostar dovrebbero salire tra il 6 e il 12 per cento

Il ministero non conferma. I rincari non riguarderanno i pendolari e varieranno a seconda della tratta e del tipo di convoglio

TRA il 6 e il 12 per cento: dovrebbe essere questa, secondo indiscrezioni, la forbice dei rincari per i biglietti di Intercity e Eurostar a partire dal prossimo gennaio. Percentuali che il ministero dei Trasporti non conferma in quanto «non c'è ancora nulla di definito» e gli eventuali ritocchi devono essere ancora sottoposti al Cipe. Una cosa è però certa: gli aumenti non riguarderanno i treni pendolari e varieranno a secondo della tratta e del tipo di treno.
«La base di aumenti sarà del 3% e riguarderà i soli i treni a lunga percorrenza al di fuori dei contratti di servizio con lo Stato, mentre il livello massimo di aumento è allo studio ma sarà ben lontano dal 20%». A dichiararlo, il 20 novembre, era stato l'a.d. delle Ferrovie, Mauro Moretti, aggiungendo che gli studi per definire il tetto massimo «saranno conclusi entro 15-20 giorni» e che l'aumento verrà modulato in relazione alla qualità del servizio, alla classe dei treni, alla frequenza e alla velocità sulla tratta. I rincari non toccheranno, quindi, i servizi in convenzione con lo Stato ovvero i treni pendolari e del trasporto locale, i notturni, quelli combinati con merci e quelli delle Regioni a Statuto speciale. Un «paletto», questo, voluto con forza dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi («gli aumenti non colpiranno i più deboli come abbonati e studenti») che, tra l'altro, per rafforzare i servizi pendolari ha ottenuto nella Finanziaria 300 milioni di euro per l'acquisto di nuovi convogli per trasporto locale e metropolitana.
Diventeranno invece più salate, dopo 6 anni, le corse della fascia alta a totale carico delle Ferrovie ovvero Intercity e Eurostar. Qui i rincari verranno modulati attorno a una forchetta il cui tetto massimo potrebbe essere intorno al 12%, a fronte di un minimo del 6%. Secondo indiscrezioni la proposta che le Ferrovie stanno valutando prevede per i biglietti Intercity rincari tra il 6 e l'8%, a seconda che si tratti di treni a minore o maggiore frequentazione, e per gli Eurostar tra il 10% e il 12%. Nessun incremento sarebbe invece previsto per l'alta velocità. Forbici che dal ministero dei Trasporti non confermano mentre trova conferma sia il fatto che le tariffe non saranno toccate per chi usa il treno per andare al lavoro sia che per i treni a lunga percorrenza probabilmente si assisterà a una politica tariffaria differenziata. L'ultima parola dovrebbe comunque spettare al Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) che si riunirà il 22 dicembre anche se, secondo quanto già reso noto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Fabio Gobbo, parte degli aumenti potrebbero essere introdotti anche senza il suo via libera. Intanto, è probabile che verranno congelati gli aumenti dei pedaggi autostradali previsti dal 1º gennaio: il ministro Di Pietro ha chiesto un'indagine sulla realizzazione degli investimenti da parte delle concessionarie autostradali e, in attesa dei risultati, potrebbe sospendere l'iter per l'approvazione delle tariffe presentate da Autostrade.

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