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Pescara, 10/04/2026
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Data: 10/12/2011
Testata giornalistica: Il Resto del Carlino
Tagli al trasporto ferroviario - La scure si abbatte sui trasporti , tagliato il 30 per cento dei treni Procaccini (Filt-Cgil): «Ok ai sacrifici ma le istituzioni intervengano»

CHE LE MARCHE accusino ritardi nel sistema dei trasporti non è una novità, ma dal 10 dicembre per pendolari e turisti spostarsi sarà ancora più difficile. La Regione, infatti, ha concretizzato i tagli ai trasferimenti varati quest'estate dal governo Berlusconi, che si tradurranno in una riduzione del 10% del trasporto su gomma e di circa il 30% per quello ferroviario. Nella nostra provincia, in particolare, verranno soppresse quattro delle 24 corse della tratta Civitanova-Albacina e quattro delle dieci corse nel tratto Civitanova- Macerata, con la prospettiva di chiudere completamente la tratta nel mese di agosto. Tra i treni interessati quello con partenza da Civitanova alle 14.17, quello delle 15.42, quello delle 16.44 e quello con partenza da Macerata delle 17.55. «Un taglio che si aggira intorno al 30% - precisa Maurizio Procaccini, coordinatore provinciale Filt-Cgil - e che da solo rappresenta poco meno della metà di tutto il taglio al trasporto ferroviario regionale. A questo, poi, dobbiamo anche sommare il taglio sulla linea Adriatica a sud di Ancona con la riduzione di sei treni regionali». QUINDI nella stazione di Civitanova tra i quattro treni in fermata, i cinque in fine corsa e i cinque a inizio corsa, verranno a mancare 14 convogli. E meglio non va per il trasporto su gomma che, oltre agli inevitabili disservizi per gli utenti, potrebbe concretizzarsi nella perdita di una quarantina di posti di lavoro già dal prossimo gennaio. «A livello provinciale ci sono circa 400 autoferrotranvieri - aggiunge Fabrizio Costantini della Fit-Cisl - quindi se consideriamo un taglio del 10% si parla di 40-50 possibili licenziamenti, mentre a livello regionale ci aggiriamo sui 170. Un problema importante che ci preoccupa visto che i tagli sono stati previsti a pioggia, senza una reale riorganizzazione del settore». I sindacati, però, prima di passare all'azione, anche se è stato già messo in cantiere uno sciopero nazionale per il 15 e 16 dicembre, stanno aspettando di capire se nella manovra Monti ci sarà possibilità di recuperare parte dei fondi, e intanto sollecitano l'intervento delle istituzioni locali. «Chiediamo che l'amministrazione provinciale - conclude Procaccini - giochi un ruolo di maggiore protagonismo rispetto a quello svolto finora. Siamo pronti al confronto, ai sacrifici, ma anche alla protesta se le istituzioni locali non giocassero fino in fondo ilo ruolo a cui sono chiamate, ponendo il trasporto pubblico locale su gomma e su ferro come una delle priorità per la nostra comunità, insieme alla sanità, all'istruzione e al lavoro».

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