PESCARA. Che Pescara e provincia siano sotto una cappa di smog è ormai chiaro. Meno chiaro è come la Regione intenda far fronte all'emergenza.
Sono i consiglieri regionali Maurizio Acerbo e Antonio Saia (Rifondazione Comunista) a chiedere spiegazioni interpellando l'assessore all'ambiente ed il presidente Gianni Chiodi. A riportare all'attenzione il fenomeno inquinamento ancor prima dei consiglieri è stato il Wwf preoccupato per i livelli segnalati dalle centraline dell'Arta e per l'inerzia delle istituzioni.
RISCHIO CANCRO
Il cielo pescarese è denso di polveri sottili, benzene ed inquinanti. E' la fotografia delle centraline Arta che segnalano una situazione veramente pericolosa e rischiosa per la salute dei cittadini. Spoltore, frazione di S. Teresa, ad esempio, registra un superamento del limite di 50 microgrammi/mc di polveri sottili di oltre 127 giorni. Un record considerando che il numero massimo di giorni di superamento consentito dalla legge è 35. A Pescara, le centraline di via Sacco (82 microgrammi di polveri sottili)e viale Bovio (94 microgrammi), hanno raggiunto 62 e 60 giorni di sforamento, e quella di piazza Grue (83 microgrammi) si mantiene a 35 giorni per un soffio.
Anche i livelli di benzene, un cancerogeno accertato per l'uomo, sono a livelli critici (5,8 microgrammi/mc contro un limite massimo di 5). Con dati del genere l'Oms parlerebbe di rischio cancro e malattie respiratorie e cardiovascolari senza ombra di dubbio. E' stata proprio l'Organizzazione Mondiale della Sanità ad affiancare ad ogni aumento di 10 microgrammi/mc di polveri un aumento considerevole di mortalità. Dello stesso avviso è il Wwf che stigmatizza i dati dell'Arta perché non rispettano i parametri indicati nel Piano di qualità dell'aria della Regione Abruzzo approvato da 4 anni e non tengono conto delle polveri ultrafini e altri inquinanti come idrocarburi policiclici aromatici e i metalli pesanti.
Che cosa aspetta la Regione? E' quanto si chiedono Saia, Acerbo e tutti i cittadini.
«Non si può pensare di rinnovare strade », dicono i due consiglieri, «senza predisporre piste ciclabili oppure che si predisponga il nuovo Piano Regionale dei Trasporti puntando tutto su nuove strade extraurbane e non sul trasporto collettivo nelle città e senza impegnarsi per una profonda revisione delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera concesse alle aziende che operano nel territorio».