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Pescara, 10/04/2026
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Data: 10/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il rischio dell'addizionale alle stelle D'Amico: «Chiodi chiarisca subito»

PESCARA - L'allarme lo lancia il vicepresidente del Consiglio regionale, Giovanni D'Amico e arriva nel momento peggiore quello in cui gli abruzzesi, come tutti gli italiani, stanno facendo i conti difronte alla manova salva-Italia: c'è il rischio che la sovraaliquota per l'addizionale regionale Irpef, innestata per il piano di rientro della sanità, vada a sommarsi all'aumento dell'aliquota sulla base imponibile stabilito dal decreto Monti? I conti sono un po' pesanti: l'aumento previsto dal decreto salva-Italia porta da 0,9 a 1,23 la percentuale. Il piano di rientro della sanità aggiungeva un mezzo punto percentuale. L'aliquota totale sarebbe dell'1,73. «Sarebbe un onere gravissimo - spiega D'Amico scrivendo una lettera aperta al governatore Chiodi - se inserito nel prelievo complessivo effettuato da questa manovra sui cittadini ed in particolare su quelli a basso reddito. Chiedo pertanto che sia rapidamente chiarito in sede di conversione e nei suoi rapporti con il Governo». Sull'allarme di D'Amico, Chiodi prende tempo («aspettiamo la conversione del decreto, stiamo valutando tutto l'impatto della manovra sul bilancio Abruzzo del prossimo anno») ma intanto ributta la palla incandescente dall'altra parte. «La sovra aliquota non è un nostro balzello - documenta il governatore - fa parte dei piani di rientro di tutte le Regioni che sono in rosso. Per quanto ci riguarda l'abbiamo trovata grazie ai governi di centrosinistra che ci hanno lasciato questa bella eredità. Ora il centrosinistra spieghi cosa vuole: non possiamo risanare il bilancio della sanità e razionalizzare spese e servizi perchè secondo loro i tagli sono eccessivi, dall'altra invece sostengono che ci sono troppe tasse per gli sprechi del passato».

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