PESCARA - Trenitalia spazza via l'Abruzzo dal suo timetable come una foglia d'autunno, l'orario in vigore da oggi relega Pescara a stazioncina di periferia dove la notte è più buia e più lunga: si fermeranno giusto un paio di treni, uno verso Nord e uno verso Sud, e per il resto mancia. Eppure c'è un contratto che Trenitalia ha in atto con la Regione, un contratto da sei+sei anni per cinque milioni di chilometri lungo la linea Adriatica e lungo quella che porta a Roma: evidentemente non basta, se l'assessore ai Trasporti Giandonato Morra dice di aver scoperto solo dai giornali la stretta di Trenitalia sull'Abruzzo. Morra è irritato, figurarsi gli utenti.
Ma chi governa la Regione, e più in generale la politica che pascola in Abruzzo, più che irritarsi farebbe bene a darsi una mossa. Magari guardando in casa, dove c'è un'azienda, la benemerita Sangritana, che potrebbe da subito colmare i vuoti lasciati dalle ferrovie di Stato: Sangritana, azienda solida e di cui la Regione è socio unico, ha con la Regione stessa un contratto da 600mila chilometri per il servizio di trasporto pubblico locale ma è perfettamente in grado di andare oltre il locale, diciamo almeno fino a Bologna.
Lo conferma il presidente di Sangritana, Pasquale Di Nardo, un passato in Consiglio regionale e un presente che sembra ben più interessante e soddisfacente alla guida di una delle eccellenze d'Abruzzo.
«Sì, siamo un'azienda solida che l'anno prossimo festeggerà i cento anni nel trasporto pubblico su rotaia. Abbiamo treni nuovissimi, personale esperto e preparato. Siamo in grado di affrontare nuove sfide».
Bene. Dunque potreste coprire i servizi svaniti dalla rete ferroviaria che attraversa l'Abruzzo.
«Certo, ci siamo candidati in più occasioni, e onestamente l'assessore Morra è sempre stato al nostro fianco. Noi ora copriamo la linea Adriatica sulla rete Rfi integrando i servizi di Trenitalia, ma siamo pronti a fornire servizi aggiuntivi, senza l'assistenza di contratti per il trasporto pubblico locale e con l'assunzione del rischio d'impresa. La macchina organizzativa è testata, l'esperienza l'abbiamo, potremmo allestire da subito due corse in andata e ritorno tra l'Abruzzo e Bologna».
Per subito cosa intende?
«Anche domattina».
Potendo garantire un servizio impeccabile?
«Guardi, quest'estate abbiamo realizzato corse tra l'Abruzzo e il Meeting di Rimini e in questi giorni stiamo ripetendo l'esperienza con il Motor Show di Bologna. Va alla grande. Abbiamo svolto un'indagine di customer satisfaction, insomma sul gradimento di chi ha viaggiato con noi e il dato è del 99%. Non male, no?».
Decisamente no. E quali stazioni potreste servire?
«Quelle che Trenitalia serve ormai poco. San Vito, Vasto e Giulianova oltre, naturalmente, a Pescara. Possiamo portare gli abruzzesi bene e in fretta a Bologna e da lì consegnarli all'Alta velocità di Trenitalia. Un orario ben studiato consentirebbe di raggiungere Milano in quattro ore, poco più, tra il nostro servizio e quello dell'Alta velocità in coincidenza a Bologna».
E magari allestire un treno che tocchi di notte l'Abruzzo in orari meno selvaggi di quelli in cui ci confina Trenitalia.
«Dobbiamo studiare la situazione, vedere se c'è convenienza. Credo si possa fare. E senza nessun braccio di ferro con Trenitalia: fin qui noi, con loro, abbiamo sempre collaborato bene».
Già, fin qui. Fin qui tutto l'Abruzzo, bene o male, era servito da Trenitalia. Che ora lascia la linea Adriatica al suo destino, e per agganciare la Puglia all'Alta velocità a Bologna taglia via, di fatto, tutto quello che c'è in mezzo. Anche le Marche.
«Infatti anche con la Regione Marche abbiamo avviato un interessante discorso. Loro sarebbero felici di essere serviti da noi, già lo facciamo con le merci per l'Interporto di Jesi, siamo pronti a raddoppiare con i passeggeri. Presto ci diranno in quali stazioni vogliono che i nostri treni si fermino».
Ma se tutti sono d'accordo il problema dov'è?
«Il problema è che Trenitalia è disposta sì a farci raggiungere Bologna, ma concedendoci la stazione dell'Arcoveggio, e non quella di Bologna centrale. E l'Arcoveggio non è collegata con la stazione centrale. Come farebbero i nostri passeggeri a salire sull'Alta velocità e sulle altre coincidenze importanti, visto che arrivano e partono solo dalla stazione centrale?».
Bel problema. Come scavalcarlo?
«Con la volontà politica. Se la Regione, se la politica abruzzese vuole, con Trenitalia si può intavolare una discussione per superare il problema. Noi siamo qua, noi siamo pronti con i nostri treni per Bologna. E anche per Bari».
Beh, muoversi, no? Per irritarsi è tardi.