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Pescara, 10/04/2026
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Data: 11/12/2011
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Tagli al trasporto ferroviario - «L'Abruzzo declassato faccia sentire la sua voce» Ruffini invita maggioranza e opposizione a fare squadra per aprire una vertenza con Trenitalia

PESCARA È un coro unanime di condanna, quello che si leva dalle forze di opposizione in Consiglio regionale contro Trenitalia e i suoi tagli che «declassano» l'Abruzzo. Una condanna che non risparmia la Giunta regionale, rea di aver avuto finora sulla questione un atteggiamento di «insopportabile immobilismo e colpevole superficialità», per usare le parole di Cesare D'Alessandro, vice capogruppo dell'Idv all'Emiciclo. «Il presidente Chiodi e l'assessore Morra devono dirci chiaramente se assecondano ogni decisione di Trenitalia o se, invece, ritengono come noi che Trenitalia non possa fare quello che vuole sul nostro territorio», dice D'Alessandro. Molto critico è anche il consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini, il quale ricorda che Trenitalia «ha messo in atto uno smantellamento della linea adriatica che richiede il sacrificio di alcune fermate intermedie come Pescara, Giulianova e Vasto. Altra grave situazione - prosegue - è rappresentata dal taglio dei treni notturni verso il Nord, con gli Intercity scomparsi e sostituiti da treni più costosi. Dall'11 dicembre aumenteranno di molto le spese dei viaggiatori che da Pescara vogliono raggiungere Milano, Venezia e Torino in treno. Nessuno ha annunciato che i treni notturni per il Nord Italia in partenza da Pescara verranno soppressi, nè che gli Intercity per Milano, Torino e Venezia praticamente spariranno». Secondo Ruffini non è più possibile «subire continuamente e passivamente le decisioni di Trenitalia. Da tempo abbiamo denunciato le disuguaglianze esistenti tra il contratto con Trenitalia, sottoscritto dalla nostra regione, rispetto a quello, per esempio, sottoscritto dalle Marche. Abbiamo più volte rivendicato il diritto della nostra regione a stare "dentro" e non "fuori" dai collegamenti dell'alta velocità nazionale, che vede un Abruzzo isolato dai grandi assi viari Nord-Sud e verso Roma. E anche sugli investimenti paghiamo un prezzo molto caro, non avendo ricevuto un solo euro per nuovi treni e l'ammodernamento delle linee ferroviarie» Per scongiurare dunque il declassamento dell'Abruzzo e il suo isolamento, occorre secondo Ruffini procedere innanzi tutto a una revisione del contratto di servizio tra la Regione Abruzzo e Trenitalia. La vertenza con l'azienda deve inoltre prevedere investimenti per infrastrutture, tesi a velocizzare i collegamenti sia lungo la dorsale adriatica che sulla Pescara-Roma, e deve puntare a una modifica degli orari dei treni e delle fermate. «Credo - conclude l'esponente del Pd - che sia maturo il tempo per cui tutta la politica abruzzese, sia maggioranza che minoranza, stringano un patto di ferro sui trasporti».

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