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Pescara, 10/04/2026
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Data: 11/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Monti incontra i sindacati il governo pronto alla fiducia. Cgil e Cisl: vogliamo risposte o confermiamo la protesta

ROMA - Alla vigilia dello sciopero generale, previsto per domani, il premier Mario Monti convoca i sindacati questa sera a Palazzo Chigi.
La sottolineatura di riunione «informale», come è stata chiamata, tende a ridurre la valenza dell'attesa, nel senso che nessuno, secondo fonti governative, aspetta un premier con la bacchetta magica che può esaudire tutte le richieste sulla manovra avanzate dai lavoratori. Men che meno si attende dai sindacati una cancellazione dello sciopero. Ma è assai probabile che il presidente del Consiglio, al tavolo con Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella, possa illustrare i prossimi provvedimenti per la crescita, ovvero quella fase due della tabella di marcia governativa, dopo le misure lacrime e sangue.
A spegnere facili entusiasmi di possibili colpi di scena, arriva in tarda serata, una dichiarazione del segretario Cgil, Camusso, secondo la quale «per decidere se revocare o no lo sciopero di domani, ci vorrebbero risposte all'altezza della richiesta di equità. Per ora non si possono fare previsioni». Sulla stessa linea, anche Bonanni, Cisl: Monti, osserva, «decida di far pagare chi ha di più, altrimenti lo sciopero verrà confermato senz'altro». Aggiungendo che i sindacati puntano a una manovra «che salvi l'Italia, ma anche gli italiani» i quali soffrono perché non «hanno più soldi». L'ipotesi più accreditata è che l'incontro di stasera sarà soltanto interlocutorio. I sindacati prima di inasprire il confronto con il governo, assumendo nuove mosse, attendono la naturale conclusione dell'iter parlamentare della manovra, prevista prima di Natale. Per questo, la Cgil ha convocato per martedì il direttivo mentre giovedì avrà luogo il consiglio generale Cisl.
Mentre governo e Parlamento lavorano oggi e domani per cercare le coperture alle correzioni richieste dai partiti, su Ici e pensioni, la commissione Bilancio della Camera ha tagliato il 30 per cento dei 1600 emendamenti, considerandoli non ammissibili. La stessa commissione tornerà a riunirsi questa sera, alle 20,30, in attesa delle possibili correzioni. Il via libera a della commissione dovrebbe arrivare entro domani, quindi da martedì la manovra approderà in Aula alla Camera. Il ricorso al voto di fiducia è molto probabile per blindare il decreto e velocizzare l'approvazione. Gianfranco Fini, presidente della Camera, non ha dubbi: «Gli emendamenti presentati sono numerosi e inducono a ritenere verosimile l'apposizione della fiducia».

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