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Pescara, 10/04/2026
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Data: 11/12/2011
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Stipendi dei parlamentari, stop ai tagli. Fini: «Escludo manovre dilatorie»

MILANO - Tempi più lunghi per il taglio degli stipendi ai parlamentari. La commissione Affari costituzionali della Camera ha dato parere negativo al comma 7 dell'articolo 23 della manovra «Salvaitalia», che in realtà non prevedeva direttamente un taglio agli stipendi dei parlamentari, ma stabiliva che se la commissione per il livellamento retributivo dei parlamentari non avesse indicato entro il 31 dicembre la media europea degli stipendi degli stessi, il governo avrebbe provveduto con un provvedimento d'urgenza (che in pratica avrebbe portato alla riduzione di indennità fino a 5 mila euro). «Presenteremo un emendamento alla manovra che cancelli la norma del governo e fissi un termine entro il quale la commissione presieduta dal presidente dell'Istat Giovannini dovrà presentare uno studio comparativo sulle indennità parlamentari europee». Lo precisa Massimo Corsaro (Pdl), secondo il quale «non è vero che slittano i tempi per tagliare le indennità dei parlamentari: anzi, è vero il contrario. La maggioranza presenterà una proposta di modifica proprio per fissare una data certa, scaduta la quale il Parlamento avrà trenta giorni di tempo per adeguare i nostri stipendi a quelli del resto d'Europa».

FINI - Sul tema è intervenuto anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini. «Escludo che nel Parlamento ci possa essere un'azione dilatoria o di contrasto nei confronti di quello che inopportunamente il governo ha inserito nel decreto», ha dichiarato il presidente di Montecitorio, il quale ha spiegato che è stata istituita una commissione con lo scopo di «individuare una modalità che non si discosti troppo da quella già in atto negli altri Paesi europei. Mi auguro che la commissione termini il proprio compito nelle prossime settimane, dopodiché le due Camere tradurranno in apposite norme interne il risultato dei lavori. Nel decreto del governo la norma era stata scritta male», ha concluso Fini, «nel senso che non è possibile intervenire per decreto nell'ambito di questioni che sono di competenza esclusiva delle Camere». Secondo Fini il governo è perfettamente consapevole dell'errore e la norma «sarà corretta».

NORMA - Nella norma scritta dal governo si indicava che la commissione Giovannini avrebbe dovuto completare i suoi lavori entro il 31 dicembre. Ma è molto probabile che il termine venga spostato ad altra data, probabilmente a marzo (altro termine fissato nella legge istitutiva della commissione). Il che vorrebbe dire che il Parlamento avrebbe tempo fino ad aprile per adeguare le retribuzioni di deputati e senatori.

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