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Data: 13/12/2011
Testata giornalistica: L'Unione Sarda
Strade e treni , fondi in arrivo

Sono soldi che corrono (almeno nelle promesse), i 340 milioni appena concessi, in un amen, dal Governo alla Regione. E che serviranno a correre, in sicurezza, su strade e ferrovie. Fondi per le quattro corsie della Sassari-Olbia e della Sassari-Alghero; altri che finanzieranno l'acquisto di nuovi treni veloci, e soprattutto modificheranno la rete ferroviaria consentendo a quei treni di essere veloci davvero. I FONDI Arrivano un po' a sorpresa, dopo la firma a Roma di un'intesa sulle infrastrutture conclusa, appunto, molto celermente. E con altrettanta rapidità quei 340 milioni dovrebbero essere spendibili già nel 2012. Troppo bello per essere vero, verrebbe da dire: e infatti alcuni commenti sono all'insegna di un ottimismo sospettoso, se così si può dire. La differenza, rispetto a tanti annunci, è che l'accordo firmato a Roma dall'assessore ai Trasporti Christian Solinas fa parte del piano per la crescita nazionale, che il governo Monti presenterà all'Ue il 15 dicembre. Risorse statali - perlopiù cofinanziamenti di progetti comunitari non avviati - racimolate e rimesse in circolo per «progetti strategici immediatamente cantierabili» al Sud. GLI INTERVENTI Alla Sassari-Olbia andranno 150 milioni, che colmano la differenza tra i 750 inizialmente previsti e gli 850 che risultano dopo l'aggiornamento dei costi. Altri 25 serviranno per completare la Sassari-Alghero. Per velocizzare e rendere più sicura la rete ferroviaria è previsto un intervento di varia natura, e del costo di 130 milioni: comprende rettifiche di tracciato e innovazioni tecnologiche che riguardano anche la gestione degli scambi e dei passaggi a livello. «Grazie a queste novità - spiega l'assessore Solinas - i nove treni spagnoli che arriveranno nel 2013 potranno effettivamente sviluppare le velocità di punta, di 160-170 chilometri orari, che abbasseranno davvero i tempi di percorrenza». Con gli ultimi 35 milioni dell'intesa siglata coi ministri delle Infrastrutture (Corrado Passera) e delle Regioni (Fabrizio Barca) si potranno acquistare altri sei o sette treni veloci. Solinas attende ora la firma dello stesso Passera e di Monti sull'accordo di programma che consentirà alla Regione di sostituirsi allo Stato nel contratto di servizio con Trenitalia: «A quel punto potremo davvero vigilare sulla qualità del servizio, e sanzionare eventuali ritardi e cancellazioni». LE REAZIONI «L'intesa è una notizia positiva, il governo Monti inizia a mettere a disposizione delle risorse», commenta Luigi Lotto (Pd), vicepresidente della commissione Lavori pubblici del Consiglio regionale: «Speriamo che sia finito il tempo degli annunci a vuoto. Sul servizio ferroviario, comunque, ho chiesto che l'assessore e i dirigenti di Trenitalia riferiscano presto in commissione». «Li sentiremo a breve», conferma Matteo Sanna (Fli), presidente dell'organismo consiliare: «Inoltre la commissione verificherà passo passo, anche con sopralluoghi, la realizzazione della Sassari-Olbia». Per il consigliere regionale gallurese «la firma dell'intesa è un grande risultato, ottenuto dalla Giunta e dalla caparbietà del presidente Cappellacci». Parla di «primo segnale positivo dal governo Monti» anche un altro commissario d'opposizione, Cesare Moriconi (Pd), che però considera tra le infrastrutture prioritarie anche la statale 554, che circonda Cagliari: «Mi appello all'assessore ai Lavori pubblici, Angela Nonnis, perché la Giunta riveda i suoi programmi e intervenga con decisione. Altrimenti il tratto centrale di quella strada resterà, per altri quindici anni, una gabbia per gli automobilisti». IL CASO Sul fronte delle risorse per l'Isola, da segnalare un duro scontro tra Ugo Cappellacci e Paolo Maninchedda. Al consigliere sardista, che sul suo blog aveva parlato di 340 milioni persi sui progetti comunitari, il governatore replica sulla propria pagina Facebook. Maninchedda non è nominato, ma viene definito «un solone», un «sedicente intellettuale» e per di più «in malafede». Un duello aspro, che minaccia di agitare l'intera maggioranza.

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