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Pescara, 10/04/2026
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Data: 13/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Sciopero dei sindacati corteo contro la manovra per le vie della città

PESCARA. Fianco a fianco come nelle battaglie sindacali più riuscite. Le bandiere rosse della Cgil che sventolano accanto agli striscioni della Uil. Il logo della Cisl che campeggia accanto al simbolo dell'Ugl. Nel giorno dello sciopero generale contro la manovra del governo Monti, i quattro sindacati riuniti hanno protestato contro una misura «che non avrà solo conseguenze dirette sul sistema pensionistico e sulla tassazione immobiliare», spiega Paolo Castellucci, segretario provinciale della Cgil, «ma comporterà pesanti ripercussioni sulla spesa sociale e sui servizi destinati alle fasce deboli della popolazione pescarese».
Il presidio davanti alla sede della prefettura, è iniziato ieri mattina a mezzogiorno in punto, dopo il corteo da via delle Caserme a piazza Italia. Uniche assenti le bandiere della Fiom: il sindacato delle tute blu della Cgil, in segno di protesta, ha deciso di non esporre simboli. Complessivamente sono circa 200 i lavoratori dipendenti, i precari e i pensionati che si sono dati appuntamento per chiedere al prefetto Vincenzo D'Antuono di sollecitare il governo a «correggere almeno la prima fase della manovra», quella che permetterebbe di «agganciare la crescita e lo sviluppo». La rivendicazione di una legge patrimoniale è accompagnata alla richiesta di rivedere i requisiti pensionistici e rivalutare gli assegni mensili in base all'inflazione. Nella congiuntura generale negativa, il contesto abruzzese si distingue per le difficoltà e gli squilibri accresciuti negli ultimi anni. «In un primo momento», spiega Roberto Campo della Uil, «c'è stato il passaggio dalla cassa integrazione ordinaria a quella straordinaria», rimarca citando gli ultimi dati Cresa, «adesso le nostre aziende si trovano a far fronte a un'impennata di richieste di mobilità. Segno che siamo piombati in una nuova fase di recessione». Le medesime preoccupazioni, condivise dal leader territoriale della Cisl Umberto Coccia e da Gianna De Amicis dell'Ugl, sono state sottoposte al prefetto durante un colloquio. «C'è bisogno di sollecitare le amministrazioni locali», insiste Castellucci, «a effettuare scelte non improntate al risparmio della spesa sociale. Non si possono spendere cifre esorbitanti per consulenze e titoli onorifici e poi ridurre quelle destinate alle fasce deboli».

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